Applicabilità del principio indennitario nella polizza infortuni

IL VOSTRO QUESITO

Necessitiamo di un Vs. autorevole parere in merito alla esatta applicazione del principio indennitario alle polizze infortuni, e cioè che in presenza di più polizze infortuni l’indennizzo complessivo non potrà superare il “danno” subito dall’assicurato, ciò per evitare lucro o indebito arricchimento.

Non è in discussione che detto principio debba  (conformemente alla pronuncia di Cassazione, sez.un.) essere applicato, ma bensì l’interpretazione che questa compagnia (che in appresso chiameremo ALFA) adotta SEMPRE in analoghe circostanze, metodo che conseguentemente riveste interesse di carattere generale.

TIZIO di 28 anni, coadiuvatore nell’impresa agricola del padre, stipula con ALFA polizza Infortuni per  Invalidità permanente ( tab. INAIL) per euro 150.000 e, contemporaneamente,  con  BETA, altra  analoga polizza per i medesimi rischi e uguali somme assicurate.

Entrambe le Compagnie vengono informate, e ne danno contrattualmente atto, dell’esistenza dell’altra rispettiva polizza.

A tre anni dalla stipula TIZIO subisce un infortunio e lo denuncia RIINFORMANDO  entrambe le compagnie dell’esistenza dell’altra polizza. I  postumi vengono valutati dal medico legale di parte assicurata in un 14% di I.P. (INAIL)

La compagnia BETA sottopone a controvisita medico-legale l’assicurato e liquida euro 15.000 sulla garanzia I.P ( sulla base di una I.P del 10%).

La compagnia  ALFA, che metodicamente in casi analoghi rimane inerte pretendendo di acquisire la documentazione liquidativa dell’altra compagnia, dopo averla acquisita risponde con comunicazione che, per quanto concerne il presente quesito, specificamente riporta:

“resta inteso che compagnia (ALFA) potrà liquidare il sinistro ESCLUSIVAMENTE per la EVENTUALE DIFFERENZA tra quanto accertato dal perito (medico) BETA e il danno che dovesse essere quantificato dal perito (medico) di ALFA.

A quest’ultimo riguardo, inoltre,  la compagnia ALFA provvederà ad incaricare un proprio fiduciario SOLTANTO sul presupposto che l’indennizzo EVENTUALMENTE dovuto sarà riconosciuto PER LA SOLA DIFFERENZA. In tal senso si attende CONFERMA”.

Premesso quanto sopra siamo a domandarVi :

  1. A vs. avviso, cosa si intende e come dovrebbe essere calcolato, nella fattispecie, il DANNO subito dall’Assicurato posto dalla Cassazione come limite massimo invalicabile? (A noi parrebbe essere il “danno biologico” calcolato sulla base delle tabelle del Tribunale di Milano).
  2. Sembrerebbe, ma forse siamo in errore, che, in base alla comunicazione effettuata, ALFA abbia inventato la polizza INFORTUNI a 2° rischio, senza che tale condizione sia stata mai formalizzata nel contratto.

Il tentativo di subordinare la quantificazione e successiva liquidazione dei postumi alla espressa accettazione da parte dell’Assicurato del “principio” enunciato da ALFA “per la sola differenza” (che, secondo noi, esula dal principio indennitario) oltre ad essere, a ns. avviso, illegittimo, non assume rilevanza diversamente perseguibile?

L’ESPERTO RISPONDE

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