Rc Auto, ricetta Aci a Monti

di Anna Messia

Le proposte per tagliare i prezzi Rc Auto fino al 40%, racchiuse in un progetto di legge, sono arrivate ieri sulla scrivania del presidente del Consiglio, Mario Monti. La missiva ha la firma dell’Aci, l’Automobile Club Italia, che tra l’altro controlla la Sara Assicurazioni e che ha deciso di scendere in campo dopo la crescita esorbitante delle tariffe. Fenomeno che ha provocato tra l’altro l’aumento vertiginose delle automobili prive di copertura Rc Auto. «Dal 1990 al 2010 la spesa degli italiani per l’acquisito di carburanti è cresciuta del 96,3% mentre quella per Rc Auto è aumentata del 150%, rispetto a un andamento dei prezzi al consumo in crescita del 72%», ha detto ieri il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, ricordando che le auto senza assicurazione sono ormai 3,5 milioni. «E noi che da sempre ci occupiamo della difesa degli automobilisti abbiamo deciso di portare all’attenzione del governo un progetto di legge che potrebbe ridurre di colpo del 30% i costi assicurativi, fino a punte del 40% in alcune province». Il realtà il governo si sta già occupando da tempo della materia e anzi il decreto Liberalizzazioni, già legge, è intervenuto su più fronti soprattutto per contrastare il fenomeno delle frodi e ridurre la spesa che le compagnie sostengono per i sinistri. Ovvero la causa principale delle alte tariffe Rc Auto italiane rispetto ai prezzi medi europei. Ma per l’Aci non è abbastanza e, numeri alla mano, l’Automobile club ha presentato le sue proposte al governo, che possono essere sintetizzate in quattro interventi, illustrati ieri dal direttore generale di Sara Assicurazioni, Alessandro Santoliquido. Prima di tutto, secondo l’Aci, bisognerebbe introdurre il risarcimento in forma specifica: si tratta della possibilità offerta alle imprese di sistemare, con carrozzerie convenzionate, i danni subite dalle autovetture per un sinistro. L’intervento era stato inizialmente previsto nel decreto Liberalizzazioni, cancellato però nel testo definitivo. «Se il cliente non aderisse riceverebbe in denaro quello che la compagnia pagherebbe per sistemare il danno», propone Santoliquido, «in questo modo si potrebbe risparmiare circa un miliardo, ovvero il 7% del costo annuo dei sinistri, e l’impatto sul calo delle tariffe Rc Auto sarebbe compreso tra il 5 e il 10%». Poi bisognerebbe escludere il risarcimento dei danni alla persona che non sono dimostrabili: una manovra che, in realtà, è già contenuta nel decreto Liberalizzazioni, ma che secondo Santoliquido, «non è chiara a sufficienza». Se ben applicata, questa norma, potrebbe consentire un taglio delle tariffe Rc Auto tra il 4 e il 30%, che andrebbe a beneficio soprattutto degli assicurati che abitano nelle città dove le polizze Rc Auto costano più care, come Taranto o Brindisi. E poi ci sono altri due interventi richiesti a Monti: il primo riguarda la pubblicazione del ministero delle salute delle tabelle nazionali per le lesioni gravi e l’ultimo propone la riduzione dei danni morali pagati in caso di decesso di un familiare, i più alti d’Europa. Tutte insieme le quattro manovre valgono 4,3 miliardi. Ovvero un taglio dei prezzi, a seconda delle province, tra il 15 e il 40%. (riproduzione riservata)