Gestori marcati stretti

di Carlo Giuro La gestione finanziaria ha una valenza centrale nella costruzione della pensione integrativa che si basa sulla capitalizzazione dei contributi versati lungo l’arco della vita lavorativa dell’aderente. E diventa ancor più di fondamentale importanza in considerazione della profonda e prolungata crisi finanziaria in atto. In attesa che venga finalmente emanata la nuova versione del dm 703/96 che disciplina i limiti degli investimenti dei fondi pensione per adeguarli ai tempi, la Covip prosegue nella sua attività di «vigile attenzione» sul tema degli investimenti dei fondi pensione in relazione al quale è ora intervenuta, dopo un procedimento di pubblica consultazione, con uno specifico Provvedimento sul processo di attuazione delle politiche di investimento. L’autorità di vigilanza fornisce istruzioni sui criteri a cui le forme pensionistiche complementari e le relative società istitutrici devono attenersi nella definizione della politica di investimento. L’obiettivo è quello di indurre le forme pensionistiche complementari ad adottare una corretta strategia finanziaria tale da individuare efficienti combinazioni rischio-rendimento, coerenti con i bisogni previdenziali degli aderenti. I fondi pensione devono quindi definire la politica di investimento attraverso la redazione di un documento circostanziato sugli obiettivi da realizzare nella gestione finanziaria, sui criteri con i quali prevedono di attuarla, sui compiti e le responsabilità dei soggetti coinvolti nelle varie fasi del processo di investimento, sulla modalità con cui intendono gestire il controllo del rischio e la valutazione dei risultati. Con riferimento ai soggetti chiamati a svolgere la «funzione finanza» la Covip ribadisce poi la necessità che gli stessi debbano possedere un elevato livello di professionalità, di conoscenze e di esperienza, oltre a caratterizzarsi per l’assoluta indipendenza rispetto a chi è incaricato della gestione. I fondi pensione dovranno adeguarsi a tali Disposizioni entro il 31 dicembre 2012, ove il numero di aderenti (inteso come iscritti attivi, ovvero iscritti attivi e pensionati per le forme che erogano direttamente le rendite) risulti pari o superiore a 1.000 alla data del 31 dicembre 2011 o entro il 31 dicembre 2013, ove il numero di aderenti (inteso come iscritti attivi, ovvero iscritti attivi e pensionati per le forme che erogano direttamente le rendite) risulti inferiori a 1.000 alla data del 31 dicembre 2011. L’organo di amministrazione di ciascuna forma pensionistica deve quindi deliberare un documento sulla politica di investimento. (riproduzione riservata)