Sicurezza strade anche senza soldi

 di Antonio G. Paladino  

La sicurezza stradale e la tutela dell’integrità fisica della persona non sono interessi che possono sottostare alla limitatezza delle risorse finanziarie di un ente locale. Quest’ultimo, pertanto, deve calibrare le proprie potenzialità economiche in modo conforme alle necessità del territorio, anche di quelle che si presentano come situazioni di emergenza ampiamente prevedibili.

È quanto ha messo nero su bianco la sezione regionale di controllo della Corte dei conti Lazio, nel testo del parere n. 21/2011, con il quale ha puntellato il principio secondo cui sussiste un obbligo preminente per un’amministrazione pubblica, vale a dire quello di provvedere principalmente alla tutela dei cittadini amministrati e ponendo in secondo piano il fatto che nelle casse del bilancio non ci sia abbastanza liquidità. Per la Corte laziale, chiamata in causa dal sindaco del comune di Anagni (Fr), l’ente ha l’obbligo di garantire la sicurezza delle strade di sua pertinenza. Quindi, di fronte ad una situazione emergenziale, qual è l’aumento dei contenziosi per danni alla persona scaturenti da una cattiva manutenzione del manto stradale, deve impostare la propria azione amministrativa in modo tale da eliminare o contenere le cause del contenzioso, garantendo un’efficiente tenuta del manto stradale e della carreggiata e programmando un piano straordinario di manutenzione viaria. Per realizzare ciò, l’amministrazione potrà attingere non solo agli introiti delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione delle norme della circolazione stradale, ma anche a risorse straordinarie grazie ad economie di bilancio e tagliando le spese correnti non necessarie.

Altresì, potrà attivare turni di servizio della polizia municipale idonei a sorvegliare i tratti pericolosi e a limitare la velocità dei veicoli nelle zone di possibile impatto e, non da ultimo, potrà predisporre un’idonea segnalazione visiva che avvisi gli utenti dell’esistenza di una situazione di pericolo per la circolazione stradale. In conclusione, scrive la Corte, l’unica forma di sana e corretta gestione finanziaria dell’ente locale, in presenza di un aumento del contenzioso per risarcimento danni da circolazione stradale causati da una carente manutenzione viaria, consiste nel porre in sicurezza le strade e nel programmare interventi ordinari e straordinari di manutenzione della rete stradale comunale.