Sei domande sulla Milano

La Consob mette all’angolo la famiglia Ligresti sull’aumento da 350 milioni di Milano Assicurazioni, approvato ieri dall’assemblea straordinaria. Il 21 aprile l’Authority di vigilanza – dopo l’articolo pubblicato da F&M il 12 aprile, che ha anticipato la notizia degli esposti presentati dai piccoli soci alla Commissione e all’Isvap – ha richiesto alcune informazioni aggiuntive sulla ricapitalizzazione annunciata contestualmente al piano di riorganizzazione del Gruppo Fondiaria-Sai messo a punto con Unicredit. La tesi dei piccoli azionisti scontenti, cui ieri si è unita una nutrita pattuglia di fondi comuni internazionali (entrambe le categorie di soci hanno votato contro l’aumento), si basa sulla constatazione che l’operazione sarebbe per lo più finalizzata a sanare la situazione patrimoniale della controllante Fonsai e del gruppo in generale, mentre il Solvency I ratio consolidato di Milano Assicurazioni (155% a fine 2010), appare solido anche rispetto ai concorrenti (120% è la soglia di guardia e 97% il dato della controllante Fonsai). Inoltre, un azionista, attraverso una missiva cui la Consob ha invitato il management a replicare, ha manifestato la preoccupazione che l’operazione, definita «monstre», sia eccessivamente diluitiva.
Sei i punti su cui l’Authority ha domandato delucidazioni al cda in occasione dell’assemblea di ieri (che in sede ordinaria ha approvato bilancio 2010 e nuovo cda): motivazioni dell’aumento, interesse sociale, destinazione dei mezzi in arrivo, determinazione del prezzo, composizione del consorzio di garanzia, eventuali azionisti e/o terzi disposti a partecipare. E il management, in risposta, in una nota ufficiale, ha sottolineato che, sì, la compagnia presieduta da Emanuele Erbetta rappresenta «una parte importante del più ampio gruppo assicurativo facente capo a Fonsai», ma che in ogni caso l’aumento «contribuirà a riportare il margine di solvibilità consolidato atteso al 2011 ai livelli storici di assoluta sicurezza, soprattutto in ottica di Solvency II». Il ricavato «andrà prevalentemente a incrementare il portafoglio titoli», mentre del prezzo si occuperà il cda in un secondo momento e il consorzio di garanzia, come si sapeva, si snoda intorno ai due joint global coordinator e bookrunner, Credit Suisse e Unicredit. Infine, a eccezione di Fonsai, che come noto si impegnerà per circa 150 milioni, al momento non vi sono azionisti né soggetti terzi interessati a partecipare alla ricapitalizzazione. Consob ha domandato anche il parere del collegio sindacale, organo interno alla società, che ha manifestato «apprezzamento» circa la decisione di rafforzare il patrimonio con una simile operazione. Rispondendo alle domande dei soci, Erbetta ha poi definito Milano Assicurazioni (+2,28% ieri il titolo in Borsa) «appetibile» per un eventuale acquirente, non necessariamente assicurativo, e non ha escluso a priori una fusione con Fonsai.