Rasini Viganò si fonde in Aon

di Luca Gualtieri e Fabrizio Massaro

Scompare uno dei nomi storici del brokeraggio assicurativo italiano. Rasini Viganò (Rva) sarà presto fusa in Aon Italia, il colosso americano guidato in Italia dal country manager Carlo Clavarino, che nell’autunno scorso ne ha assunto il controllo totalitario rilevando il pacchetto di azioni dalla famiglia Viganò.


L’operazione chiude un delicato processo di integrazione durato diversi mesi. Nel dettaglio, come risulta dal progetto di fusione disponibile sulla banca dati MF-Honyvem, Rasini Viganò spa e la Aon & Partners srl saranno fuse per incorporazione in Aon spa Insurance & Reinsurance Brokers. Rasini Viganò, che vanta fra l’altro come clienti Fininvest e Regione Lombardia, perderà pertanto la sua ragione sociale e confluirà nella controllante. Finisce così, almeno dal punto di vista societario, l’impresa fondata oltre 50 anni fa da Alessandro Rasini, scomparso nel 2007 a 88 anni, erede della famiglia proprietaria della Banca Rasini (l’istituto che accompagnò le prime mosse imprenditoriali di Silvio Berlusconi), e da Giorgio Viganò, morto a 70 anni a gennaio del 2010. Alla morte di Viganò il gruppo era stato affidato al delfino Luca Franzi, attuale amministratore delegato. Il brand sarà tuttavia mantenuto ancora per qualche tempo nel rapporto con la clientela, in particolare quella di maggior rilievo come gli enti pubblici e la sanità. La fusione dovrebbe concludersi entro giugno, dopodiché la controllante si rivolgerà al versante immobiliare lasciando la sede di Rasini Viganò in via Fabio Filzi a Milano, dove attualmente il broker è in affitto. La riorganizzazione potrebbe avere una ricaduta occupazionale per la Rasini Viganò. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nei prossimi mesi potrebbe essere presentato un piano di esuberi, anche se la cifra precisa non è ancora stata definita. Secondo le prime indicazioni i tagli dovrebbero interessare il 20% del personale, cioè tra i 20 e i 30 dipendenti. «Come accade per tutte le acquisizioni, anche in questo caso c’era bisogno di processi di adattamento e di ristrutturazione», spiegano da Aon Italia (società nata dall’acquisizione della Nikols di Letizia Moratti nel 1999), «Il nostro gruppo comunque tende a valorizzare le figure professionali che, nel caso specifico di Rasini Viganò, sono molto qualificate».

Il 2010 e i primi mesi del 2011 sono stati un periodo particolarmente travagliato per il broker milanese. L’estate scorsa il colosso americano ha effettuato un’offerta non vincolante mettendo sul piatto circa 25 milioni battendo così la concorrenza degli altri pretendenti rimasti in gara e ammessi alla fase conclusiva, ovvero la Intermedia Finance di Giovanni Consorte, il colosso della riassicurazione Marsh e un fondo pensione tedesco. Il passaggio di mano si è concluso nell’ottobre scorso e l’accordo ha ampliato il portafoglio premi da 1,6 miliardi di Aon con i 290 milioni portati in dote da Rasini Viganò. (riproduzione riservata)