Pechino obbligata a condurre una politica anti-auto

La maggior parte dei costruttori auto investe in Cina e crea delle unità apposite per fornire questo enorme mercato. Ma a vedere quello che avviene a Pechino ci si domanda se valga la pena. Infatti la congestione di auto nelle strade della capitale è divenuta tale che le autorità si vedono obbligate a prendere misure restrittive.

Nel 2010 la città ha dovuto accogliere 800.000 nuove auto sul suo territorio. Il benessere e l’inflazione hanno contribuito a questo sviluppo.

Ogni pechinese sogna di avere la sua auto e non si sa più dove metterle.

È già stato imposto un primo freno: è vietato ora circolare un giorno alla settimana a seconda della targa, ma molti cercano evadere il divieto procurandosi ulteriori targhe in modo da poter circolare comunque.

Le autorità hanno dunque deciso di rilasciare solo 240.000 targhe nel 2011. Per suddividerle equamente, è stato deciso di rilasciarne 20.000 al mese e per estrazione a sorte. Per poter partecipare a questa “lotteria” occorre che le auto siano state acquistate prima del 31 dicembre 2010.

A fine anno c’è stata dunque la corsa alla concessionaria e per ogni estrazione i pechinesi si battono per ottenere l’agognata targa. La frustrazione è tanta, almeno quanto i favoritismi diffusi …

Alcuni suggeriscono che venga aumentata piuttosto l’IVA nelle zone più trafficate.

La stampa riporta casi limite, come quello di un camionista di provincia, condannato alla galera a vita per aver utilizzato false targhe militari ed evitato così di pagare i diritti di pedaggio. Poi è emerso che le targhe non erano false, ma erano state affittate a due ufficiali della polizia per qualcosa come 1.2 milioni di yen per anno.

La situazione è comunque allarmante, sia per la congestione del traffico che per l’inquinamento.