Mps, piano da 2mld di dividendi Target a 1,7 mld di utili nel 2015

La decisione di Mps di uscire allo scoperto con un aumento di capitale fino a 2,47 miliardi e con un piano d’impresa 2011-15 (che promette di superare 1,7 miliardi di utile netto, a fine periodo, distribuendo nei prossimi cinque anni oltre 2miliardi di dividendi) piace al mercato: il titolo ieri ha chiuso a 0,961 euro, in rialzo dell’1,80% posizionandosi al vertice del listino Ftse/Mib. Quattro i driver del business plan: rafforzamento delle quote di mercato nella jv assicurativa Axa-Mps e in Mps Capital service; più efficienza della struttura; ulteriore rafforzamento patrimoniale; presidio della qualità degli attivi e riduzione del costo del rischio. Le leve su cui farà riferimento Rocca Salimbeni sono il forte miglioramento della profittabilità del capitale, il ritorno alla piena redditività e importanti benefici per tutti gli stakeholder. Il presidente Giuseppe Mussari ha detto che «tutto l’atteggiamento del piano è di prudenza », aggiungendo poi che il piano presentato ieri «non parla di acquisizioni ». Quanto a Consum.it, la controllata attiva nel credito al consumo, Mussari ha anticipato che si sta lavorando «alla costruzione di un accordo importante per meglio valorizzarla», senza tuttavia sbilanciarsi su eventuali trattative in atto. Il nuovo look del Monte, che prevede di dare sostegno all’economia italiana con 37 miliardi di euro di nuovi crediti nei prossimi cinque anni, è di «banca che guarda all’innovazione puntando sul servizio alla clientela», ha detto il presidente, che poi ha indicato tra gli obiettivi strategici una crescita media annua dei ricavi del 6,2%, con generazione di 577 milioni di euro dal solo sviluppo e riallineamento delle profittabilità delle reti. Altri 100 milioni di ricavi deriveranno, invece, dall’esplorazione di nuove opportunità di business (tra cui il banking real estate e il family office), mentre le spese amministrative caleranno di 466 milioni. Quanto agli indici patrimoniali, il Monte confida di aumentare il Common equity ratio (principale indicatore di solidità secondo Basilea 3) dall’8,1% pro-forma del 2010, inclusivo dell’aumento di capitale da 2,47 miliardi varato due giorni fa; all’8,6% nel 2013 e al 9,3% nel 2015. «Con l’aumento saremo fully committed (ossia completamente a posto, ndr) con i parametri di Basilea 3» ha commentato il dg Antonio Vigni, aggiungendo che il punto di riferimento di tutto il piano deve essere l’efficienza. «Ci sembrava il momento giusto per supportare la crescita della banca», ha detto Mussari, specificando che la scelta arriva anche al fine di sostenere «la crescita delle famiglie». Quanto alla tempistica dell’aumento, Vigni ha parlato di «tempo tecnico per le autorizzazioni » ma, secondo fonti vicine all’operazione, la ricapitalizzazione dovrebbe avvenire con uno sconto del 20-30% e l’obiettivo è di chiuderla entro luglio. A proposito del sostegno dei soci, «Axa ha formalmente comunicato che sottoscriverà l’aumento, gli altri non si sono espressi», e non si sa se Caltagirone parteciperà all’operazione. Intanto ieri S&P ha confermato i rating: A-/A-2, a lungo e a breve termine, prospettive stabili. S.P.