L’era del coraggio a rischio di sfiducia

Agenti

È Gli esiti del Congresso del Sindacato Nazionale Agenti tenutosi a Roma il 23 e 24 marzo

Autore: Gigi Giudice
ASSINEWS 219 – aprile 2011

Abbiamo scoperto che accanto al “Coraggio di Cambiare”, la corrente interna allo SNA guidata da Vincenzo Cirasola e Carla Barin, c’è anche quella del “Coraggio di Resistere”, di Luigi Pacella, ardente paladino della difesa dei colleghi che operano al Sud.
Suggestionato da questo imperversare di atmosfere “coraggiose”, Giovanni Metti si è convinto che occorre – nelle sue condizioni – qualche gesto alla Enrico Toti. O, essendo parmigiano, alla Picelli, l’uomo che non fece passare le squadracce fasciste guidate da Italo Balbo oltre il torrente Parma, che divide in due la città (“T’à pasè l’Atlantic ma miga la Parma” stava scritto sul lato del rione di Oltretorrente). A sentire le dichiarazioni di Metti dunque siamo entrati nell’Era del Coraggio.
Soprattutto dopo che si è disgelato come, nell’ambito della giunta esecutiva – lo si era intuito da tempo, verificando i contenuti degli articoli che compaiono da tempo sul sito “intermediari uniti” – si agitano due anime. Che non combaciano.
Una delle quali – espressa dalla troika composta da Claudio Demozzi, Roberto Bianchi e dal “pirata” (così si autodefinisce, con largo sprezzo di autoironia) Filippo Guttadauro La Blasca – ha colto l’occasione del Congresso Nazionale del Sindacato Nazionale Agenti che si è tenuto a Roma il 23 e il 24 marzo, per prendere le distanze.
Dal presidente Giovanni Metti e dal resto della giunta esecutiva che continua a governare lo SNA.
“Basta con le divisioni che indeboliscono” invoca in una lunga intervista Carla Barin, ass219_agenti_1presidente della provinciale di Roma, sempre sulle barricate per la conquista della libertà (e ovviamente dell’eguaglianza e della fraternità) della categoria agenziale, sul recentissimo numero de “L’Agente di assicurazione”, la rivista del Sindacato Nazionale Agenti.
Titolazione come vedremo quanto mai smentita da come sono andate le cose in sede congressuale.
Dopo che la giornata di apertura si era aperta all’insegna di certo trionfalismo per l’aver raggiunto il traguardo delle 500mila firme contro il “caro-polizze rcauto”. In effetti c’è stata grande mobilitazione da parte delle diverse provinciali dello SNA, che hanno affisso e diffuso manifesti e intavolati “gazebo” in tutta Italia per raccogliere le firme fra la gente. Con maggiore applicazione da Roma in giù, riferiscono gli informati.
La mattinata del 23, nella capiente sala dell’Hotel Parco dei Principi di Roma, è stata occupata dalla lettura della relazione in cui il presidente Metti ha elencato le realizzazioni cui lo SNA è approdato nel corso dell’anno trascorso. Dalle azioni sindacali ai rapporti con il parlamento, con il ministero dello Sviluppo Economico, con l’ISVAP, e così via.
Nella platea degli oltre 400 delegati c’era chi si agitava sulla sedia. Una relazione tanto prolissa (osservazione: perché, dal prossimo congresso, non mandarla via posta elettronica e consentire ai delegati di conoscerne i contenuti con profitto generale?) sottraeva tempo alla discussione: c’erano colleghi venuti da lontano per portare le voci delle provinciali in cui si esprimevano rilievi e difficoltà dovuti al progressivo calo della redditività agenziale.
Mentre serpeggiava, anzi tracimava il malcontento sui contenuti del contratto dei dipendenti di agenzia.CONTENUTO A PAGAMENTO
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