Isvap, riprende a correre il comparto dell’Rc auto Nel 2010 cresce del 4,2%

Riprendono a galoppare i prezzi dell’Rc auto, nonostante le campagne a difesa dei consumatori del governo. Da una prima lettura dei dati diffusi ieri dall’Isvap, l’andamento della raccolta relativo al comparto Rc auto ha evidenziato nel 2010 un calo pari allo 0,3% rispetto allo scorso anno. Un segnale a prima vista incoragiante. Tuttavia, secondo quanto ha potuto constatare Finanza & Mercati dai dati raccolti dall’Istituto di vigilanza, le cose sono andate diversamente e il comparto Rc auto ha registrato lo scorso anno addirittura un incremento del 4,2 per cento. Questo perché due società a controllo estero operanti in Italia, e cioè Zurich e Allianz, hanno trasferito parte del portafoglio, rispettivamente, in Irlanda e in Olanda. Solo per effetto contabile e statistico di questo passaggio, il comparto ha registrato il calo dello 0,3% evidenziato dall’Isvap. 
Nel complesso, la raccolta premi realizzata in Italia dalle imprese di assicurazione nazionali e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese di assicurazione extraeuropee, nel 2010, ha raggiunto 125,95 miliardi, con un incremento del 6,9% sul 2009. In particolare, la raccolta nei rami vita, pari a 90,10 miliardi, ha registrato un incremento dell’11,1%, con un aumento della relativa incidenza sul portafoglio globale (71,5% rispetto al 68,8% nel 2009). La composizione per ramo della raccolta vita conferma la preferenza per le polizze tradizionali di ramo I, pari al 75,2% del totale premi vita (+4,8%), anche se continua la ripresa (+58,3% rispetto al 2009) della raccolta premi delle polizze di ramo III, prevalentemente index e unit linked, che raggiunge il 17,1% sul totale della raccolta vita (12% nel 2009). L’andamento della raccolta nei rami danni, pari a 35,85 miliardi, ha evidenziato invece una diminuzione del 2,4% rispetto allo stesso periodo 2009. L’analisi della raccolta per canale distributivo al IV trimestre 2010 conferma la preponderanza, nei rami vita, del ricorso al canale bancario e postale (60,3% rispetto al 58,8% nel 2009) seguito dai promotori finanziari e, nei rami danni, quella delle agenzie con mandato (82,4% rispetto all’83%).