Intesa studia il polo dell’Umbria

Le casse di Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello potrebbero confluire in un’unica banca dedicata all’area. Forti perplessità di sindaci e Fondazioni azioniste. La Ca’ de Sass: stiamo approfondendo il piano 

di Luca Gualtieri

Il nuovo piano industriale di Intesa Sanpaolo si concentra sull’Italia dove il gruppo prevede una robusta crescita. Forse proprio per questo i vertici della banca stanno studiando alcune razionalizzazioni dell’organigramma societario.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, uno di questi interventi potrebbe interessare l’Umbria, regione in cui Intesa Sanpaolo è ben radicata attraverso quattro casse di risparmio. Nel dettaglio, si tratta delle casse di Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello, tutte controllate direttamente da Cr Firenze. Il progetto allo studio prevede la fusione delle quattro banche in un unico istituto, che potrebbe incorporare anche le filiali di Intesa Sanpaolo e di Cr Firenze presenti nella regione. «È un tema che stiamo approfondendo, ma per adesso non c’è ancora nulla di definitivo», fanno sapere dalla Ca’ de Sass. È chiaro comunque che il progetto esiste e che in questi mesi sono in corso le opportune verifiche di fattibilità. Resta da capire se un modello analogo sia applicabile anche alle altre casse controllate da Cr Firenze, ossia Cr Ascoli Piceno, Cr Rieti e Cr Viterbo.

All’orizzonte però ci sono alcuni nodi che potrebbero ostacolare l’operazione. Queste casse di risparmio, infatti, sono partecipate con quote di minoranza da Fondazioni, che potrebbero opporsi al processo di integrazione o dilatarne i tempi. Sembra peraltro che le prime reazioni al progetto di un’unica cassa di risparmio dell’Umbria siano state accolte con freddezza. Anche la politica locale potrebbe non accogliere con favore il progetto di Intesa Sanpaolo. I sindaci di Foligno e Spoleto, rispettivamente Nando Mismetti e Daniele Benedetti, hanno manifestato «preoccupazione» in «un momento di particolare crisi economica e di difficoltà di accesso al credito». Proprio su questo tema, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, i due primi cittadini avrebbero inviato una lettera al presidente Acri Giuseppe Guzzetti, al consigliere delegato diIntesa Sanpaolo Corrado Passera e al presidente della Cassa di Risparmio di Firenze Aureliano Benedetti.

Insomma il progetto è ancora alle battute iniziali e i tempi non sembrano ancora del tutto maturi per una discussione aperta in consiglio di gestione. Va detto però che la nascita di una Cassa di Risparmio dell’Umbria semplificherebbe la struttura di Intesain Centro Italia. Proprio nel 2010 le Fondazioni di Ascoli Piceno, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello, Rieti e Viterbo erano uscite da Casse Centro, la holding attraverso la quale Cr Firenze controlla sette casse di risparmio nell’Italia centrale. Il veicolo è poi stato fuso per incorporazione nella banca presieduta da Benedetti. (riproduzione riservata)