Il caso Fajon

Sinistri

Le fonti “invisibili di malattie professionali

Autore: Giorgio Pennazzato
ASSINEWS 219 – aprile 2011

La Fajon è una media azienda nel triveneto che opera nel settore metalmeccanico di alta precisione; infatti, mediante una serie di torni a controllo numerico opera su strutture di acciaio speciale per adattarle alle esigenze delle aziende clienti. Ad es. realizza pompe per lavatrici di alta qualità.
Tra l’altro, utilizza un tornio di produzione tedesca, preso in leasing nel 2006, del valore di 350.000 euro (prezzo di rimpiazzo a nuovo). Tale tornio è assicurato da polizza leasing “all risks” stipulata dal locatore, che figura come contraente e assicurato, e pagata dalla Fajon nel canone leasing; detta polizza presenta una franchigia di 10.000 euro per sinistro.
Il 5 marzo c.a., per un errore di imputazione dell’operatore addetto a tale tornio, il mandrino va a scontrarsi col pezzo da lavorare e si danneggia, coinvolgendo altre parti della macchina. Ritenendo il danno di modesta entità (quindi contenuto nella franchigia prevista dalla polizza leasing), la Fajon non effettua denuncia del sinistro al locatore, che a sua volta avrebbe dovuto inoltrare denuncia alla società. Il tecnico riparatore, dopo vari accertamenti, fa presente che il mandrino danneggiato rientra sì nella modesta stima del danno, ma la macchina ha bisogno di essere completamente ricalibrata, perché ha subito un disassamento per il colpo subìto: occorrerà rimandarla al costruttore in Germania. Tale necessità deriva dal fatto che la macchina lavora con tolleranze dell’ordine dei centesimi di millimetro e su cinque assi di lavoro; quindi il costruttore deve controllare e revisionare tutte le parti meccaniche ed elettroniche interessate dall’urto.CONTENUTO A PAGAMENTO
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