Generali: i sassolini di Bernheim

Gabriele Galateri avrà «un compito molto difficile» al vertice delle Generali, che sono «un colosso che non può fare come se la politica non esistesse». Lo ha detto Antoine Bernheim, presidente onorario della compagnia triestina, scalzato tra le polemiche dalla presidenza la primavera scorsa con la salita di Cesare Geronzi, in un’intervista rilasciata al giornale francese Les Echos. L’ex presidente, che ha sottolineato di «avere servito la compagnia per decenni», ha detto di Geronzi che ha dato «l’impressione di utilizzare le Generali per fini diversi dalle assicurazioni». Tra le ragioni che potrebbero avere scatenato il terremoto al vertice, Bernheim, ha detto di «non avere più alcuna funzione nel gruppo», ma che «qualcuno potrebbe avere giudicato la presidenza di una compagnia così prestigiosa poco compatibile con il rischio di una condanna giudiziaria». A Galateri il presidente onorario ha augurato di «condurre a buon fine la sua missione, senza problemi maggiori». «È stato vicepresidente sotto la mia presidenza; lo conosco molto bene e provo simpatia per lui». Tornando alle vicende degli ultimi mesi, Bernheim ha spiegato che «l’ambiente cominciava a essere pesante» e che per questo Leonardo Del Vecchio è arrivato a rassegnare le dimissioni dal consiglio lo scorso febbraio. Dell’altro consigliere dimissionario, Ana Botin, il francese ha ricordato di averne lui stesso favorito l’ingresso in cda: «Mi piace pensare che se fossi rimasto presidente, lei non se ne sarebbe andata». Più amaro il giudizio sul vicepresidente francese, Vincent Bolloré: «La mia relazione con lui non esiste più. Siamo stati molto vicini in passato, ma temo che i nostri rapporti non esisteranno più in futuro».