Coca Cola usa le proprie captive per finanziare i fondi pensionistici dei propri dipendenti

Nella sua ultima mossa all’insegna dell’innovazione, Coca Cola ha deciso di utilizzare la propria captive con sede a Dublino per finanziare le pensioni dei partecipanti al proprio fondo in Irlanda e nel Regno Unito. 
Secondo il programma, svelato il mese scorso al Business Insurance Risk Management Summit di New York dai dirigenti e dai responsabili delle risorse umane della multinazionale, Coca Cola utilizzerebbe la captive Coca-Cola Reinsurance Services Ltd. per riassicurare le rendite annuali sottoscritte da un assicuratore europeo e acquisite da tre piani pensionistici in Irlanda e nel Regno Unito.

I manager di Coca Cola hanno riferito che il programma, al quale la compagnia ha lavorato per oltre due anni, apporterà potenziali vantaggi finanziari e risulterà in una maggiore efficienza operativa. Inoltre, se i risultati degli investimenti saranno solidi, il surplus maturato all’interno della captive potrà essere usato da Coca Cola anziché rimanere bloccato nel fondo.
Coca Coca ha già fatto intendere di voler ampliare questo tipo di soluzione ad altri piani pensionistici in Europa, e potenzialmente anche altrove.
L’approccio è in linea con un altro programma innovativo introdotto dalla multinazionale: l’uso della captive Red Re Inc., con sede in South Carolina, USA, e di un fondo speciale per finanziare le spese sanitarie dei pensionati statunitensi e dei loro familiari.

“Il recente piano di Coca Cola fa parte di una strategia più ampia: utilizzare le captive per gestire gli investimenti e i rischi previdenziali nei limiti di quanto è finanziariamente e legalmente appropriato”, ha detto Mitchell Cole, direttore degli uffici di Stamford, Connecticut, della Tower Watson, consulente di Coca Cola per questioni legate a progetti pensionistici e di assistenza sanitaria.
Nonostante in Europa siano solo Coca Cola e un’altra multinazionale dell’energia a fare uso delle proprie captive per finanziare fondi pensionistici e piani assistenziali, altre imprese potrebbero accodarsi. Si tratta, sostiene Kevin McLaughlin, consulente presso Mercer a New York, di una strategia molto efficiente per aziende di grosse dimensioni.

Fonte: Business Insurance