Cimbri (Unipol): da rivedere il network di filiali bancarie

 L’‘assemblea dei soci di Unipol ha esaminato il bilancio consolidato che si è chiuso con un utile netto di 71 milioni e ha approvato il bilancio individuale per l’esercizio 2010, deliberando di coprire la perdita di esercizio pari a 63 milioni mediante l’utilizzo della riserva straordinaria. L’assemblea ha anche autorizzato il consiglio d’amministrazione ad «acquistare e/o disporre di azioni proprie per un massimo di spesa di 100 milioni e/o di azioni della controllante Finsoe per un limite massimo di spesa di 45 milioni». «Il miglioramento della gestione industriale assicurativa, rilevato nell’esercizio appena concluso, trova conferma nei primi dati stagionali, ancora preliminari, relativi al primo trimestre 2011, che evidenziano la sostanziale stabilità della raccolta premi e un ulteriore sensibile calo dei sinistri denunciati», ha spiegato Carlo Cimbri, ad di Unipol. «Sarà difficile centrare gli obiettivi del piano industriale entro il 2013 che prevede 50 milioni di utile netto per la divisione banca del gruppoUnipol», ha spiegato Cimbri aggiungendo che «se la banca darà risultati» si vedrà come «farla crescere», ma se non si troveranno nuove strade perché le aspettative saranno disattese, verranno fatte «nuove valutazioni». Se la banca non ci fosse, «uno non la farebbe o la farebbe diversa», ha concluso Cimbri, «ma c’è ed è fatta così: 300 filiali sparpagliate su tutto il territorio, come un melting pot di sportelli di banche diverse».