Caltagirone, Generali è un investimento che non ama il rischio

«Penso che le Generali possano andare avanti bene e con concordia». Così il vicepresidente del Leone, Francesco Gaetano Caltagirone, ha fatto il punto sulla fase che si è aperta a Trieste dopo la svolta sulla governance della compagnia, con le dimissioni dalla presidenza di Cesare Geronzi e l’arrivo al suo posto di Gabriele Galateri. «Il management aveva tutte le deleghe tranne quella sulla comunicazione, adesso ha una delega in più, e quindi sarà più armonioso», ha aggiunto l’imprenditore romano a margine dell’assemblea della Caltagirone Editore.

Quanto alla redditività delle Generali, ha osservato ancoraCaltagirone, «è sempre da rapportare ai rischi che si prendono». «Mi sono avvicinato all’investimento in Generali», ha spiegato, «perché lo ritengo un bene che resiste nel tempo e che se è cauto negli investimenti, prendendo meno rischi e un po’ meno di remunerazione, può andare bene». PerCaltagirone in Generali «l’importante è che si sviluppi il lato industriale, che cresca la raccolta: sono sicuramente un fautore dell’allargamento della base industriale».

Parlando invece del gruppo editoriale di cui è presidente, Caltagirone ha annunciato che ormai la ristrutturazione è terminata. L’assemblea degli azionisti della Caltagirone Editore ha approvato il bilancio 2010 chiuso, a livello di gruppo, con un risultato positivo pari a 6 milioni, in netto miglioramento rispetto al 2009. L’assemblea ha approvato anche la distribuzione di un dividendo di 0,05 euro per azione.