Banca Generali alza la cedola a 0,55 euro

Dividendo con il vento in poppa per Banca Generali. L’assemblea degli azionisti ha approvato ieri il bilancio 2010 deliberando la distribuzione di una cedola di 55 centesimi di euro per azione, il 22% in più rispetto all’esercizio precedente, grazie a un utile salito del 30% a 82,2 milioni. «Banca Generali ha saputo migliorare i risultati reddituali, un compito che non era facile, dato che il 2009 era stato un anno assolutamente straordinario in termine di ripresa dei mercati finanziari», ha dichiarato Giovanni Perissinotto, presidente dell’istituto di credito. «L’incremento degli utili si è accompagnato a un ulteriore rafforzamento patrimoniale, particolarmente importante per il settore bancario in un momento in cui si parla molto del fabbisogno di capitale legato all’adeguamento ai requisiti di capitale di Basilea 3», ha aggiunto. «I livelli di patrimonio della banca sono già ora in linea con tali requisiti, che entreranno a regime nel 2019». Forte di una situazione patrimoniale tranquillizzante, il cda ha deciso di confermare la generosa politica di payout per il quinto anno consecutivo, proponendo un dividendo di 0,55 euro per azione che si traduce in un rendimento superiore al 5% sulla base delle quotazioni alla chiusura delle contrattazioni di borsa di ieri. «Il costo della crescita della società ha pesato soltanto per lo 0,3% sugli 1,3 miliardi di raccolta netta totale generata nel 2010», ha aggiunto Giorgio Girelli, amministratore delegato di Banca Generali che si è detto particolarmente soddisfatto della totale sterilizzazione del proprio istituto di credito ai rischi legati ai debiti sovrani europei. «Prima che il problema si manifestasse in tutta la sua drammaticità, abbiamo limitato al massimo l’esposizione del portafoglio obbligazionario della nostra banca alle emissioni di Paesi a rischio. A tal punto che, su un totale di 2,7 miliardi di titoli in portafoglio, ammonta soltanto a 10 milioni l’esposizione verso titoli a rischio. Si tratta, in particolare, di emissioni spagnole» ha concluso Girelli. (riproduzione riservata) Gabriele Frontoni