Aon Benfield: 57 delle 830 scosse di assestamento in Giappone di intensità alla magnitudo 6.0

Aon Benfield, la società di intermediazione riassicurativa e consulenza di Aon Corp., ha rilasciato il report mensile “Cat Recap” che analizza le catastrofi naturali verificatesi in tutto il mondo nell’ultimo mese di marzo.

Pubblicato da Impact Forecasting, il centro di eccellenza del Gruppo nello sviluppo di modelli catastrofali, il report evidenzia come il mega terremoto e il successivo tsunami ha colpito la costa nord-orientale del Giappone hanno causato oltre 12.300 vittime e circa 3.000 feriti. Almeno 15.000 i dispersi.

Dal primo schock dell’11 marzo si sono susseguite oltre 830 scosse di assestamento che, in base ai dati raccolti dalla National Police Agency of Japan, hanno complessivamente distrutto o danneggiato almeno 203.000 immobili.
Il governo giapponese ha stimato in un range tra i 198 e i 309 miliardi di dollari le perdite economiche complessive, mentre secondo la World Bank il valore delle perdite assicurate si attesterebbe tra i 14 e i 33 miliardi di dollari.

Va anche ricordato che le onde dello tsunami post terremoto hanno attraversato l’Oceano Pacifico provocando danni per circa 88,4 milioni di dollari alle località costiere delle Hawaii e della California, rovinando anche 500 abitazioni di Perù e Cile.

Steve Jakubowski, presidente di Impact Forecasting, ha sottolineato come assicuratori e riassicuratori da lungo tempo considerino il Giappone come un’area altamente a rischio. “Di conseguenza sono stati sviluppati modelli molto sofisticati per il rischio terremoto, ma lo tsunami ha ulteriormente allargato il livello di esposizione di assicuratori e riassicuratori, le cui perdite potranno essere valutate con precisione prossimamente. Almeno 57 delle 830 scosse di assestamento che si sono susseguite alla scossa principale sono state di intensità superiore a magnitudo 6.0” (fu di magnitudo 6.3 la scossa di L’Aquila). “Il violento sciame sismico che si è abbattuto sul Giappone è stato letteralmente devastante per la popolazione e per le infrastrutture del Paese e la fase di ricostruzione sarà lunga negli anni a venire”.

Ma negli stessi giorni anche la Cina e il Myanmar hanno dovuto fare i conti con il terremoto
In Cina una scossa di magnitudo 5.4 ha colpito le regioni sud-ovest del Paese, uccidendo 26 persone e ferendone altre 313. Secondo i dati raccolti dal ministero degli Affari Civili ,il terremoto ha distrutto o danneggiato un numero di circa 68.000 abitazioni a Yingjiang County, e il governo cinese ha stanziato 16 milioni di dollari per le spese di soccorso e di ripristino.

In Myanmar la scossa è stata del 6.8 e ha causato la morte di circa 75 persone e ha distrutto 3.152 abitazioni, 1 ospedale, 31 edifici religiosi e 9 governativi per un totale di perdite economiche di circa 3,6 milioni di dollari.
In altre zone del mondo come negli Stati Uniti, il mese di marzo è stato particolarmente rigido sul fronte del maltempo. Particolarmente colpita l’area del Sud-Est e la Mississippi Valley con oltre 20.000 richieste di rimborso sinistri che ha richiesto agli assicuratori pagamenti per oltre 120 milioni di dollari. 
In Asia, i fenomeni naturali più distruttivi sono state le inondazioni del Sud della Thailandia che hanno causato 51 vittime, danneggiato circa 580.000 abitazioni e causato gravi danni al sistema dei trasporti del Paese, per un ammontare di circa 330 milioni di dollari di danni.