Agenzia antifrode bocciata dall’ANIA

Secondo il direttore generale dell’ANIA, Paolo Garonna, la nascente agenzia antifrode sarebbe” un apparato meramente amministrativo”.

Lo ha detto nel corso di un’audizione in Senato, nell’ambito di un’indagine sulla dinamiche delle tariffe e dei prezzi.

Secondo Garonna la bozza di legge uscita dalla commissione Finanze della Camera (ora allo studio delle altre commissioni competenti): «Non istituisce un vero organismo antifrode, del tipo di quelli operanti nei Paesi più avanzati, ma semplicemente un gruppo di lavoro a composizione prevalentemente amministrativa e addirittura con incarichi a tempo determinato, che dovrebbe presiedere, senza alcuna struttura dedicata e qualificata, ad una serie di attività complesse».

In base al testo in discussione a Montecitorio, l’Agenzia dovrebbe sorgere presso l’Isvap, avvalersi di personale dell’Autorità di vigilanza ed essere composta anche da membri di polizia, carabinieri e guardia di finanza, oltre che due rappresentanti ciascuno per Isvap, Ania, ministero dello Sviluppo economico, dell’Economia, dell’Interno e della Giustizia. Ma la task force antifrode non avrà compiti di polizia giudiziaria, come inizialmente previsto dal disegno di legge. Mentre secondo le compagnie: «Occorre istituire un organismo di prevenzione dotato di autonomia gestionale e patrimoniale e soprattutto costituito da una vera e propria struttura operativa composta da personale specializzato nelle investigazioni».

Secondo quanto previsto dal disegno di legge, il ministero dei trasporti dovrebbe occuparsi di inviare delle lettere a tutti i possessori di auto scoperte da assicurazione, per cercare di contrastare il fenomeno dell’evasione della rc auto. Un provvedimento che, secondo le stime del dicastero guidato da Altero Matteoli, potrebbe costare ben 1,8 milioni di euro. Garonna ha esplicitamente chiesto di modificare il testo dell’Antifrode, che dovrebbe arrivare in pochi giorni al Senato, e di poter «essere ascoltati quando la proposta passerà al suo esame».

Parere positivo invece da parte del Governo, favorevole al passaggio in sede legislativa della proposta di legge.  ‘’Assolutamente sì’’ ha risposto il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, interpellato a Montecitorio sulla richiesta di parere che la commissione Finanze si appresta a chiedere all’Esecutivo. Il disco verde del Governo è uno dei presupposti, insieme alla richiesta di tutti i capigruppo (o dei quattro quinti dei componenti la Commissione), per chiedere l’autorizzazione alla presidenza della Camera. L’ok in sede legislativa consente di accelerare i tempi di varo del provvedimento, evitando il passaggio in Aula. L’articolato dovrà poi passare all’esame del Senato.