A Unicredit non serve l’iniezione di mezzi freschi

Il gruppo Unicredit «ha raggiunto un livello di patrimonializzazione adeguato» e per il momento non ha bisogno di un aumento di capitale. Lo ha sottolineato l’a.d. Federico Ghizzoni, rispondendo in assemblea alle domande degli azionisti. «Il core Tier 1 a dicembre era all’8,58%, livello che ci aspettiamo di superare nel primo trimestre di quest’anno. Lavoriamo sul rafforzamento di capitale anche con una generazione organica interna, ma abbiamo tempo e spazio».

Ghizzoni ha aggiunto che si guarda «con un certo ottimismo al 2011 e agli anni che abbiamo di fronte». L’istituto «deve continuare a investire in Italia e sfruttare il forte potenziale di crescita in Germania e nei paesi del Centro Est Europa». Tra le sfide, «migliorare l’attuale non soddisfacente redditività in Italia».

Quanto alla quota in Mediobanca, pari all’8,7%, l’a.d. ha confermato che «è strategica». La cessione della polacca Bank Pekao «non è mai stata discussa o pensata: quindi non ci sono contatti in corso». Infine, parlando della possibile cessione di una parte della quota del 40% che la banca di piazza Cordusio ha in Neep Roma Holding, la newco che controllerà As Roma, Ghizzoni ha riferito di avere «negoziazioni in corso con parti interessate».