Allianz Commercial: per oltre 3.000 risk manager nel mondo nei prossimi cinque anni, paralisi globale delle catene di fornitura per conflitti geopolitici e blackout di internet su larga scala gli scenari di “cigno nero” più probabili. Interconnessione delle supply chain, dipendenza da pochi fornitori tecnologici e infrastrutture energetiche sotto pressione amplificano l’impatto potenziale di questi eventi rari ma ad altissimo impatto, rendendo centrale per le imprese il tema di resilienza e gestione integrata dei rischi.

Allianz Commercial, nel report “Business Black Swans”, fotografa come le imprese percepiscano in forte crescita il rischio di eventi rari ma ad altissimo impatto, in un contesto di catene del valore e infrastrutture digitali sempre più interconnesse e fragili. L’analisi si basa su un’estensione dell’Allianz Risk Barometer 2026 con 3.338 risk manager e manager aziendali in quasi 100 paesi, chiamati a indicare gli scenari di “cigno nero” più plausibili nei prossimi cinque anni per il proprio business.

Al vertice delle preoccupazioni emergono due scenari: una paralisi globale delle supply chain dovuta a un conflitto geopolitico che coinvolga più grandi economie, indicata dal 51% del campione, e un blackout globale di internet causato da un attacco cyber o da un grave guasto delle comunicazioni, citato dal 47%. La crisi improvvisa di una grande istituzione finanziaria o un default sovrano, con conseguente crisi di liquidità globale, si colloca al terzo posto (30%).

A livello regionale e settoriale si registrano sfumature: la supply chain è il primo timore in Europa, Asia-Pacifico, Germania e nei settori manifatturiero, trasporto, retail, food e beni di consumo, mentre il blackout internet prevale nelle Americhe, in molte economie emergenti e nei servizi finanziari, professionali, tecnologici e media.

Per l’Italia i “Black Swans” più plausibili sono: la paralisi globale delle supply chain (indicata dal 61% dei rispondenti; il blackout globale di internet (51%); lo scenario di disastro climatico simultaneo e blackout di rete elettrica (43% degli intervistati).

Il report sottolinea il ruolo centrale della geopolitica nella generazione di potenziali “black swans”: guerre commerciali, dazi, controlli sulle esportazioni (come le terre rare) e tensioni USA‑Cina creano il rischio di blocchi logistici e carenze di componenti critici, con impatti stimati anche nell’ordine di migliaia di miliardi di dollari sulla ricchezza globale. La conflittualità regionale (Medio Oriente, Russia‑Ucraina), la crescita dei moti di protesta e degli episodi di violenza politica (SRCC) alimentano lo spettro di disordini sociali diffusi, che i rispondenti collocano tra gli scenari più plausibili in America Latina, Africa e Medio Oriente.

Un altro filone è quello della dipendenza digitale e delle infrastrutture critiche: il report ricorda diversi “quasi incidenti” recenti (dal bug di un grande fornitore di software di sicurezza al blackout legato a un malfunzionamento in un provider globale di cloud), con perdite stimate nell’ordine di miliardi di dollari, per mostrare quanto un singolo punto di fallimento possa propagarsi lungo tutta la catena digitale. Allianz richiama anche gli scenari di tempeste solari estreme o di blackout elettrici prolungati: combinati con clima estremo, infrastrutture elettriche datate e crescente carico di data center e IA, questi fattori aumentano la probabilità di outage duraturi con conseguenze a cascata su trasporti, finanza, industria e servizi pubblici.

Risultano invece sottostimati i rischi percepiti come “più lontani”: un nuovo shock sanitario globale, il peggioramento di fenomeni legati all’antimicrobico‑resistenza o l’innesco di tipping points climatici, così come una improvvisa svolta nel quantum computing in grado di rendere obsoleta la crittografia attuale. Per Allianz, tali rischi non sono meno concreti, ma faticano a emergere nell’agenda dei risk manager, schiacciati dal rumore geopolitico e dal breve termine.

Sul piano del livello di preparazione alle emergenze, il report segnala un paradosso: pur riconoscendo che interconnessione e concentrazione su pochi fornitori critici amplificano l’esposizione sistemica, pochissime aziende si dichiarano dotate di catene di fornitura “molto resilienti” e le PMI, in particolare, faticano a investire in cybersecurity, business continuity e diversificazione delle dipendenze.

Allianz sottolinea quindi la necessità di strategie integrate di resilienza – che combinino horizon scanning, scenari, stress test, revisione dei fornitori critici – e di una cultura del rischio diffusa in tutta l’organizzazione, non confinata a una sola funzione. In questo quadro, il ruolo degli assicuratori viene descritto non solo come trasferimento del rischio, ma come partner di resilienza, in grado di fornire analisi indipendenti e servizi consulenziali per prepararsi a eventi rari ma potenzialmente sistemici.

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