Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Da oggi, 31 marzo, anche le piccole imprese che operano nei settori turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande saranno obbligate a sottoscrivere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali (ora manca solo la pesca e l’acqua cultura che ha tempo fino a fine anno). Il comparatore previsto dalla legge è ancora in preparazione ma l’istituto ha avviato un’attività di monitoraggio che è pronta a pubblicare e che consente di conoscere i prezzi delle garanzie nei vari territori italiani, tenendo conto della diversa rischiosità. Una bussola utile alle imprese per orientarsi nell’offerta da parte delle compagnie. Ieri una prima fotografia è stata scattata da Facile.it da cui emergono i premi annuali differenti in Italia. Assicurare un ristorante con un terreno da 10.000 euro, un fabbricato da 500 mila euro con attrezzature industriali e commerciali da 150 mila euro e impianti e macchinari per 150 mila euro costa 272 euro a Milano, 628 euro a Palermo e 776 euro a Roma.
Una short list con cinque nomi, sia uomini sia donne, oltre all’attuale direttore generale, Dario Focarelli, e al condirettore generale Umberto Guidoni. Il comitato esecutivo dell’Ania, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nei giorni scorsi ha definito una lista con sette candidati che sono in corsa per ricoprire la carica di direttore generale dell’associazione degli assicuratori presieduta da Giovanni Liverani.
Banca di Asti ha scelto Groupama Assicurazioni per rafforzare la sua presenza nel settore assicurativo. I due partner collaborano già da tempo nel settore Danni Motor mentre la nuova alleanza, di durata decennale, destinata a durare fino al 2035, riguarda il ramo Vita e previdenza, ed è destinata a integrare e affiancare la partnership già esistente di Banca di Asti con Helvetia Vita. La collaborazione prevede lo sviluppo di soluzioni Multiamo,  oltre a soluzioni previdenziali come Fondo Pensione Aperto e Piani Individuali Pensionistici.
Il governo di Giorgia Meloni ridisegna l’architettura dei mercati finanziari italiani. Nell’ultimo giorno utile il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva la riforma del Testo Unico della Finanza (Tuf) dando attuazione alla Legge Capitali e intervenendo in modo esteso su governance, operazioni straordinarie e attrazione dei capitali. La novità più evidente è l’abrogazione del divieto di interlocking: cade l’articolo 36 del decreto Salva Italia del 2011 che impediva il cumulo di incarichi tra gruppi bancari e assicurativi. La scelta va nella direzione di maggiore flessibilità nella composizione dei vertici ma riapre il tema delle possibili concentrazioni di potere nei board. Parallelamente la riforma mette mano alla struttura dei sistemi di governance (tradizionale, monistico e dualistico), ora disciplinati in modo autonomo e non più «derivato» dal modello classico. Viene anche riperimetrata la responsabilità degli amministratori non esecutivi e il ruolo di vigilanza degli organi di controllo.

«Il 2026 sarà l’anno dell’industrializzazione dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo: usciamo dalla fase di pura sperimentazione per avviare una produzione su scala. Dopo un 2025 chiuso con oltre un miliardo di investimenti complessivi nel settore, il 2026 segna una previsione di 250 milioni di euro destinati all’IA, pari a circa il 15% della spesa totale», è la previsione di Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA (Italian Insurtech Association) e di Yolo, operatore dell’insurtech (settore che applica le tecnologie digitali al mondo assicurativo, in particolare l’intelligenza artificiale-IA). Se l’attesa di quest’anno è per investimenti totali in innovazione che sfiorano gli 1,7 miliardi di euro, il 2025 viene archiviato con un budget da 1,3 miliardi di euro speso in innovazione, di cui 130 milioni destinati all’intelligenza artificiale. Restano però le sfide che il comparto dovrà affrontare concentrandosi soprattutto sulla capacità di personalizzare sia i prodotti assicurativi sia l’assistenza in caso di problemi, sapendo dialogare con i privati e con le aziende clienti (pmi incluse), senza trascurare la scommessa di focalizzarsi sul prodotto per renderlo maggiormente economico ed efficiente, per esempio nella liquidazione di un sinistro, stando ai risultati della nuova edizione dell’Insurtech Investment Index 2025, realizzato da IIA ed elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, a proposito dello stato di avanzamento degli investimenti e il grado di innovazione del settore assicurativo in Italia.
Il commercialista non è responsabile per la sola trasmissione della dichiarazione dei redditi. Lo ha ribadito il direttore dell’Agenzia delle entrate Vincenzo Carbone al 63° Congresso dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili svoltosi a Napoli. Una posizione che, come ha commentato il presidente dell’Ungdcec, Francesco Cataldi, “getta acqua sul fuoco verso coloro che stanno già promuovendo azioni legali nei confronti di colleghi che hanno semplicemente trasmesso dichiarazioni per conto dei clienti. È un segnale di collaborazione con la categoria molto importante, così come lo è l’invito di Carbone ad incontrarsi a Roma per discutere delle problematiche del sistema”.
Per le micro e piccole imprese dei settori turismo e ristorazione, proprietarie o detentrici a qualsiasi titolo di immobili strumentali, scade il 31 marzo 2026 il termine per adempiere all’obbligo di sottoscrizione delle polizze catastrofali, segnando il passaggio da un sistema fondato sugli aiuti pubblici a uno basato sulle coperture assicurative rispetto a tali rischi. È quanto previsto dalla legge di bilancio 2024, che ha introdotto l’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali, successivamente prorogato dal Milleproroghe al 31 marzo 2026 per le micro e piccole imprese dei settori turismo e ristorazione, nonché per pesca e acquacoltura, mentre per le altre imprese di pari dimensione l’obbligo è già operativo dal 1° gennaio 2026. In concreto, il rinvio interessa una platea molto ampia di attività economiche, che comprende ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e pubblici esercizi in genere, ma anche alberghi, bed and breakfast, affittacamere e case vacanza organizzate in forma d’impresa.
La «speranza di vita» allontana la buonuscita dei dipendenti pubblici in prepensionamento. In tali ipotesi, infatti, il diritto al Tfs/Tfr non decorre dalla data di pensionamento, ma da quella di maturazione dei requisiti teorici per la pensione di vecchiaia. Pertanto, chi li maturerà dal 1° gennaio 2027 dovrà tener conto dell’incremento di un mese già previsto per tutti i requisiti di pensionamento, nonché l’eventuale ulteriore aumento di due mesi dal 1° gennaio 2028. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 30/2026, che fornisce un quadro aggiornato della disciplina in materia di termini di liquidazione e pagamento del Tfs/Tfr dei dipendenti pubblici, anche alla luce della novità della Manovra 2026
Il tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa di francese nei locali della scuola per l’età non è penalmente imputabile. Ma il suo gesto non è privo di conseguenze anche per i suoi genitori. In particolare, per effetto del decreto legge «sicurezza» n. 23/2026, che ha modificato le norme del dl Caivano n. 123/2023, il minore può essere ammonito dal questore e ai genitori può essere inflitta una sanzione amministrativa da 200 a 1000 euro. Inoltre, le risposte a questo inquietante episodio comprendono anche la possibile applicazione di misure di sicurezza a carico dell’autore del crimine e l’obbligo di risarcire i danni alla vittima
Risarcibili i danni scolastici causati da dipendenza da social media. Diminuzione dei rendimenti e compromissione delle capacità di apprendimento possono essere messi in conto alle piattaforme. È quanto discende dalla applicazione dei principi affermati dalla decisione della Corte superiore della California, Contea di Los Angeles, del 25 marzo 2026, nel caso K.G.M. v. Meta e altri, che ha condannato Meta e YouTube (Google) a risarcire una ragazza con un impressionante vissuto nei rapporti con i social network, iniziati fin dalla sua più tenera età. La pronuncia è una sentenza pilota anche per la situazione italiana, dove si può arrivare allo stesso risultato applicando il Gdpr (regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679).

Bilanci di esercizio delle imprese assicurative con i principi contabili internazionali, in modo da evitare un linguaggio diverso rispetto al consolidato, che obbligatoriamente è redatto in base all’Ifrs. È la richiesta che arriva da Generali, attraverso il Cfo del gruppo, Cristiano Borean. “Come assicuratori ci chiediamo perché non sia possibile avere una semplificazione, anche su base opzionale. In alcuni Paesi europei già si adottano i principi internazionali. In Italia siamo in una situazione un po’ particolare”.
«In assenza di risposte adeguate alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori non sarà possibile proseguire in un confronto che finora si è rilevato inconcludente. In questo caso si aprirà inevitabilmente una fase di forte mobilitazione». I sindacati che rappresentano i dipendenti delle compagnie assicurative Ania (Uilca, Fna, Fisac, First, Snfia) lanciano l’aut aut. Il contratto è scaduto da oltre un anno (dicembre del 2024), la piattaforma rivendicativa sindacale è stata presentata lo scorso autunno ma ancora, nonostante diversi incontri, non si è arrivati a nulla di concreto e «le lavoratrici e i lavoratori del settore meritano risposte. Il tempo delle attese è finito», scrivono in una nota diffusa ieri, dopo l’incontro con Ania di venerdì scorso. Nel negoziato, il principale ostacolo è la richiesta di aumento economico che i sindacati hanno quantificato in 330 euro per il 4°livello settima classe. Al livello medio, 5° livello decima classe (dove si concentra la maggior parte di addetti) la richiesta sarebbe di 380 euro. In percentuale si tratta di poco meno del 15%.
L’intelligenza artificiale sta entrando negli ospedali a una velocità superiore a quella delle regole che dovrebbero governarla. È il fenomeno della «Shadow AI», l’uso non autorizzato di strumenti di AI da parte di professionisti sanitari per gestire carichi di lavoro sempre più pesanti. Un sondaggio condotto negli Stati Uniti da Cite Research per Wolters Kluwer Health su 518 professionisti del settore mostra una realtà in rapida espansione. Gli amministratori sono più fiduciosi sull’impatto positivo dell’AI nei prossimi cinque anni (48% contro il 34% dei medici), ma sono proprio i clinici a sperimentare più spesso strumenti non autorizzati, spinti dalla curiosità o dal bisogno di accelerare le attività quotidiane. Il 41% degli intervistati afferma di sapere che colleghi utilizzano applicazioni di AI non approvate e il 17% ammette di averlo fatto personalmente. In circa un caso su dieci queste tecnologie vengono impiegate persino nell’assistenza diretta al paziente. La motivazione principale è l’efficienza: quasi metà dei professionisti cerca nell’AI un modo per velocizzare workflow e attività amministrative.
Da oggi il fascicolo sanitario elettronico finanziato anche con i fondi del Pnrr entra pienamente a regime. Regioni e strutture sanitarie (pubbliche e private) dovranno caricare tutti i documenti previsti dalla legge: referti, verbali pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, cartelle cliniche, erogazione di farmaci, esenzioni, lettere di invito per gli screening, ecc. Per le strutture – pubbliche e private – scatta l’obbligo di rispettare stringenti criteri tecnologici (per esempio in merito alla tutela della privacy), ma anche di aggiornamento tempestivo dei dati (entro 5 giorni) dopo l’esecuzione di esami o visite. I sistemi dovranno adeguarsi al Fascicolo sanitario 2.0, in termini di caratteristiche tecniche, interoperabilità e accesso di sanitari e pazienti.