Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Presentazione entro il 3 luglio 2026, secondo nuova modulistica e istruzioni, per il modello unico di dichiarazione ambientale (Mud), la comunicazione obbligatoria alla pubblica amministrazione con cui produttori e gestori di rifiuti, nonché fabbricanti di beni a rilevante impatto ambientale, denunciano i dati quali-quantitativi relativi alle proprie attività dell’anno precedente. Le nuove regole da seguire. La comunicazione dovrà avvenire secondo le indicazioni stabilite dal Dpcm 30 gennaio 2026, recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2026 – Mud”, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 5 marzo 2026 n. 53.
Anche gli over 55 non possono fare a meno delle innovazioni dettate dall’ormai imperante digitalizzazione. E così, il 71% dei “senior” italiani utilizza i social media, il 43% acquista online (il 35% lo fa in autonomia), il 67% conosce l’Intelligenza Artificiale Generativa e il 34% l’ha già utilizzata, con ChatGPT come strumento privilegiato. Il timore di rimanere un passo indietro, che pervade circa la metà dei senior, ridisegna i confini della “silver economy”, ossia i prodotti e i servizi che il mercato dedica a coloro che sono più avanti con l’età e che nel 72% dei casi hanno paura che le tecnologie possano creare isolamento sociale. Sono alcuni dei tratti dello scenario delineato nella ricerca condotta dall’osservatorio “Longevity & silver economy” del Politecnico di Milano in cui si evidenzia che in Italia la popolazione invecchia e si allunga l’aspettativa di vita, emergono, quindi, nuovi bisogni per le persone senior.
Negli ultimi mesi il credito al consumo in Italia ha mostrato segnali di evoluzione, riflettendo un cambiamento nelle modalità con cui le famiglie si rapportano ai finanziamenti. In un contesto di progressiva riduzione dei tassi di interesse, si osserva un recupero della domanda complessiva, accompagnato però da una diversa composizione tra le tipologie di prestito. Da un lato, infatti, cresce il ricorso a soluzioni più flessibili, non legate a una specifica finalità, che consentono una gestione più autonoma delle risorse. Dall’altro, si registra un rallentamento delle forme di credito collegate direttamente all’acquisto di beni e servizi, in linea con consumi che restano selettivi e orientati alla cautela. Parallelamente, si evidenzia un aumento diffuso degli importi richiesti, che riflette sia una maggiore accessibilità al credito sia l’esigenza di far fronte a spese di entità più elevata
Nuove sfide tecnologiche, effetti della nuova legge professionale forense in discussione, trend salariali e nuovi approcci al lavoro da parte dei giovani. Queste solo alcune delle sfide che stanno affrontando i General Counsel, sulle quali dedica ampio spazio la società di consulenza KeyPartners nel “Report Italy In-house counsel Market Report and Salary Guide”. «Dal punto di vista delle assunzioni, il 2025 è stato un anno abbastanza intenso, con la maggior parte delle assunzioni concentrate nel segmento medio-alto», dice Nicoletta Ravidà, parner della Legal Divison di KeyPartners. «Questa tendenza riflette una chiara priorità tra le aziende: strutturare – o rafforzare ulteriormente – gli uffici legali esistenti per operare in modo efficace in un contesto sempre più complesso ed esigente. Le crescenti tensioni geopolitiche internazionali, insieme all’espansione dei quadri normativi, continuano a esercitare una pressione costante sulle imprese. Di conseguenza, gli uffici legali avvertono sempre più il peso di queste dinamiche. I carichi di lavoro impegnativi rappresentano una sfida fondamentale, con il 39% degli intervistati che li identifica come la maggiore pressione sui propri team legali. «I vincoli di bilancio aggravano ulteriormente la sfida, poiché il 26% ha segnalato una diminuzione dei budget legali, mentre il 51% ha indicato che i budget sono rimasti invariati. In questo contesto si registra una notevole carenza di candidati di livello junior (da tre a sei anni di esperienza dopo l’abilitazione). Diversi fattori hanno contribuito a questa carenza, tra cui il calo del numero di laureati in giurisprudenza e il minor interesse a passare dalla libera professione a ruoli interni, dovuto in gran parte ai salari relativamente più bassi»
L’adeguamento alla privacy costa e anche gli studi professionali devono stanziare le risorse necessarie. Ad andare al cuore del problema è il documento «La gestione della privacy negli studi professionali alla luce della normativa ISO/IEC 27701:2025», diffuso dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli Esperti contabili ed elaborato dalla Commissione «Privacy Studi professionali», coordinata dalla consigliera Eliana Quintili. Il documento illustra il modello di Privacy Information Management System (PIMS) introdotto dalla norma ISO/IEC 27701:2025 e analizza come possa essere usato per conformare gli studi professionali al Gdpr (regolamento UE sulla privacy n. 2016/679). Il documento rappresenta, peraltro, un approfondito vademecum degli adempimenti in materia di privacy a carico dei professionisti, i quali sono titolari del trattamento e sono esposti direttamente alle sanzioni in caso di violazioni.
La finanza sostenibile rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per la transizione ecologica. L’obiettivo è mobilitare il sistema finanziario e le imprese affinché i flussi di capitale siano progressivamente orientati verso attività economiche compatibili con la neutralità climatica e con gli obiettivi ambientali e sociali dell’Unione. Il quadro regolatorio nasce nel contesto degli impegni internazionali assunti dall’Europa nell’ambito dell’accordo di Parigi del 2015 e dell’Agenda 2030 dell’Onu (Organizzazione delle Nazioni unite) per lo sviluppo sostenibile.

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Arriva il primo report post Legge Capitali del proxy advisor Iss sul rinnovo del cda di Banco Bpm in programma il 16 aprile. Iss promuove la lista del cda uscente fatta in continuità, con la conferma del presidente Massimo Tononi e dell’ad Giuseppe Castagna. E consiglia di non votare né la lista del Crédit Agricole né la lista dei fondi. Inoltre seleziona nove nomi sui 20 indicati nella lista del cda tra quelli che dovrebbero essere eletti sicuramente. In particolare,
nella seconda votazione per singoli nominativi, consiglia di votare contro Maurizio Comoli, candidato dal board a fare il vicepresidente, e Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, la cassa dei medici che è anche azionista importante della banca.

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ll postino suona sempre molte volte: per portare un pacco o una raccomandata, naturalmente, ma anche per offrirti l’identità digitale, un conto corrente, una carta di credito, una polizza assicurativa, un contratto telefonico. In Italia, la mossa di Poste su Tim spariglia i rapporti tra i due soggetti, ma di fatto si inserisce in una tendenza planetaria. Di fronte al calo delle lettere, le aziende postali hanno puntato su logistica (soprattutto e-commerce), servizi finanziari e offerte digitali. Questa evoluzione, sostenuta dalla loro presenza capillare sul territorio, le rende più resilienti e centrali nella vita quotidiana, fino a diventare veri e propri “sportelli unici” che collegano cittadini, mercato e Stato
L e carte di pagamento sono lo strumento colpito con più frequenza dalle frodi, ma non quello dove si registrano i danni maggiori. Sono infatti i bonifici a registrare gli importi più alti sottratti con l’inganno. È questo quanto emerge dal recente aggiornamento (al 30 giugno
scorso) del “Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia” realizzato da Banca d’Italia, secondo il quale il tasso di frode resta complessivamente molto basso. Si
registrano infatti solo 12 furti ogni 100mila operazioni (a prescindere dal metodo di pagamento scelto), con un tasso pari allo 0,012% del totale e una perdita di 3 euro ogni
100mila euro di transato (0,003%).

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Passerà alla storia come uno dei furti d’arte più sensazionali il colpo messo a segno a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, da una squadra di ladri incappucciati, forse composta da quattro persone. Tre i capolavori dell’arte impressionista, post-impressionista e modernista strappati alle pareti: «Les Poissons» di Renoir, «Natura morta con ciliegie» di Cézanne e «Odalisca sulla terrazza» di Matisse. Il furto è avvenuto nella Villa dei Capolavori nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 marzo, anche se la notizia è circolata solo ieri pomeriggio. I ladri sono entrati forzando un portone dell’edificio. I quadri erano custoditi nella sala dei francesi, al primo piano, e l’operazione è durata meno di 180 secondi. Dettagli che raccontano di un’azione tutt’altro che improvvisata, ma architettata nell’ambito di un «contesto strutturato e organizzato» con «evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite» — fa sapere la Fondazione Magnani-Rocca, una delle più importanti istituzioni artistiche a livello europeo, a cui le opere appartengono.

Fabrizio Palermo e Nicola Maione guideranno il Monte dei Paschi di Siena da metà aprile e per i successivi tre anni. A meno di novità dell’ultima ora. Le loro candidature, che avrebbero l’appoggio forte dell’azionista Francesco Gaetano Caltagirone, sono emerse nitidamente la scorsa settimana, dopo che, all’inizio di marzo, il consiglio di amministrazione aveva escluso dalla lista dei propri candidati l’allora ceo Luigi Lovaglio e proposto al suo posto una terna di candidati composta, oltre che da Palermo, dalla coppia Corrado Passera e Carlo Vivaldi, lasciando così all’assemblea il compito di decidere sulla base della nuova legge Capitali. La candidatura di Lovaglio quale capo azienda, nome forte della lista presentata a sorpresa da Plt holding e che vede come candidato presidente l’ex numero uno di Unicredit Cesare Bisoni, ha costretto il cda del Monte dei Paschi a scegliere. L’incertezza non piace ai mercati. Così la scorsa settimana il nome di Palermo è diventato l’unico candidato alla guida del Monte, con Corrado Passera finito terzo in lista
Premi lordi a 398 milioni (+29%) e un utile netto a 22,4 milioni (+20,6%). Revo Insurance chiude il 2025 confermando buoni dati su tutte le linee di business e rafforzando il proprio posizionamento nel segmento delle imprese. Una crescita sostenuta anche dal rafforzamento della macchina operativa e distributiva, che si traduce in un flusso elevato di nuove opportunità. «Riceviamo circa 800 richieste di quotazione al giorno e le evadiamo grazie a un servizio molto efficiente», spiega l’amministratore delegato, Alberto Minali. Tra i principali motori ci sono le cauzioni che, pur rappresentando solo il 27% del portafoglio, continuano a essere centrali nella creazione di valore. Nel corso del 2025 la compagnia ha inoltre ampliato l’offerta con nuovi ambiti di attività, tra cui energy e credito commerciale, completando il perimetro delle soluzioni dedicate alle piccole e medie imprese. Un segmento che offre ampi spazi di crescita. In Italia si contano oltre 4,5 milioni di Pmi, per lo più microimprese, spesso ancora poco coperte dal punto di vista assicurativo.
Gli italiani risparmiatori hanno paura della guerra e dell’incertezza. E la loro propensione ad investire è tornata indietro nel tempo. Un fatto non banale e la misurazione sul campo del disagio e del timore — fatta dall’Osservatorio Anima nel marzo 2026, nel mezzo del conflitto aperto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran — merita attenzione. Lo studio, che viene aggiornato ogni sei mesi, tasta il polso di mille italiani titolari di conto corrente. La metà è anche intestataria di qualche tipo di investimento. Un campione rappresentativo del Paese, che restituisce il sentiment delle persone su diversi argomenti. La domanda sulla guerra è stata fatta in battuta ad un campione più ristretto (249).
Alleanza Assicurazioni, compagnia del gruppo Generali, dà il via al proprio Tour Edufin in Italia dedicato alla previdenza dei giovani: 14 tappe per aiutare gli under 35 a orientarsi tra scelte e strumenti di pensione integrativa. La compagnia guidata da Davide Passero, da così il via alla terza edizione del Tour dell’Educazione Finanziaria, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 10 mila giovani. L’ultima edizione dell’Edufin Index1, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, promosso da Alleanza insieme a Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di Sda Bocconi, ha evidenziato che il livello di preparazione previdenziale degli italiani è ben al di sotto della sufficienza, con donne e giovani in grande difficoltà. Per dedicare attenzione a questo tema sempre più urgente, il format del Tour si rinnova. In collaborazione con Starting Finance, Alleanza e la sua Rete di consulenti saranno impegnati durante l’anno in 14 eventi attraverso tutto il Paese per rispondere alle situazioni di fragilità finanziaria messe in luce dall’ultima edizione di Edufin Index.

Sono circa 4mila le imprese italiane che nel capitale hanno soci residenti in 12 Paesi del Golfo Persico e del Medio Oriente. Si tratta in particolare di 3.839 società, per un totale di 415 milioni di euro di partecipazioni societarie. La fotografia, aggiornata al 31 dicembre scorso, è stata scattata da InfoCamere, che ha incrociato i dati del Registro delle Imprese per misurare il peso di quest’area nel tessuto produttivo nazionale. «I numeri – sottolinea il presidente di InfoCamere, Antonio Santocono – raccontano una presenza non episodica ma strutturata nel nostro sistema economico». Se si somma tutto il valore contabile delle quote possedute in imprese italiane da operatori dell’area, si vede che il 40,8% di questo importo fa capo agli Emirati Arabi Uniti. In valore assoluto si tratta di circa 170 milioni. Comunque, l’ammontare delle quote iscritte a bilancio rappresenta un valore patrimoniale che non riflette il valore attuale di mercato: i dati contabili raccontano però dove si sono concentrate le operazioni e le acquisizioni concluse negli ultimi anni, spesso con investimenti diretti di entità ben superiore.
È un vero mea culpa mondiale quello che si sta sollevando sull’uso dei social da parte dei giovanissimi. Una presa di coscienza di cui anche le istituzione europee si fanno carico. Non a caso intervenendo al Parlamento australiano a Canberra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato la scelta legislativa del Paese spiegando come «diversi Stati membri dell’Ue stanno valutando di seguire il vostro esempio» tanto che, ha aggiunto, «all’inizio di questo mese ho riunito per la prima volta il mio gruppo di esperti. Stanno esaminando come l’Europa possa implementare possibili restrizioni nell’Unione. Stiamo seguendo con attenzione il vostro divieto dei social media, leader a livello mondiale. Come madre di sette figli e nonna di sei nipoti, sento profondamente la responsabilità di proteggere i nostri bambini. Siamo noi genitori che dobbiamo educarli, non algoritmi predatori e dipendenti».
La Corte di Cassazione (sentenza n.9456/2026) ha chiarito che nei casi di abusi commessi in ambito scolastico la risposta della giustizia è particolarmente rigorosa e può arrivare a pene detentive rilevanti, soprattutto quando i fatti riguardano minori e si verificano in un contesto di fiducia come quello educativo: nella vicenda l’insegnante di sostegno è stato condannato a sei anni e tre mesi di reclusione per aver approfittato del proprio ruolo durante l’orario scolastico. Secondo la ricostruzione ritenuta attendibile nei precedenti gradi di giudizio, l’uomo avrebbe allontanato un’alunna dalla classe durante la ricreazione, conducendola in un’area dell’istituto e abusando della situazione di superiorità e della vulnerabilità della minore. La condotta è stata considerata particolarmente grave proprio perché realizzata all’interno della scuola, luogo che dovrebbe garantire protezione e sicurezza. Nel tentativo di evitare la condanna, la difesa ha cercato di riaprire il processo, sostenendo l’esistenza di elementi. Ma la condanna è diventata definitiva
I professionisti, in qualità di terzi esterni, rispondono a titolo di concorso per le violazioni tributarie dei loro clienti. Si tratta di un punto su cui l’orientamento della Cassazione si è consolidato, superando la tesi, in passato prevalente, di esclusione generalizzata della responsabilità per i terzi concorrenti negli illeciti tributari commessi dalle società di capitali e recentemente esteso dalla riforma delle sanzioni anche ai soggetti privi di personalità giuridica. Occorre ora delineare i presupposti della responsabilità. La risposta della Cassazione, arrivata con le recenti ordinanze “gemelle” (5635, 5636, 5638, 5639 del 12 marzo 2026), è netta e negativa. La Corte ha preso così le distanze dal precedente orientamento che richiedeva invece la prova di un «autonomo beneficio» per il consulente. Ora si chiarisce che il conseguimento di un vantaggio personale non rappresenta un elemento costitutivo della fattispecie del concorso, ma può al massimo essere un elemento indiziario, non unico né necessario, per provarne la sussistenza. La responsabilità del professionista si fonda, pertanto, sul contributo causale (materiale o psicologico) fornito alla realizzazione dell’illecito, a prescindere dal fatto che egli abbia tratto un profitto personale dalla violazione
Nel nuovo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2024/1640, approvato dal Governo il 10 marzo 2026 e attualmente sottoposto al parere parlamentare, emergono rilevanti novità in materia di gestione delle informazioni contenute nel registro dei titolari effettivi. Se nell’impostazione originaria tali dati, custoditi presso le Camere di commercio, erano liberamente accessibili al pubblico, il nuovo impianto normativo ne ridefinisce il regime in chiave di stretta riservatezza, in coerenza con la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 22 novembre 2022, che ne aveva sospeso l’operatività negli Stati membri. La pronuncia, volta a tutelare la privacy degli individui contro indebite divulgazioni, ha imposto di ripensare l’equilibrio tra esigenze di trasparenza societaria e diritti fondamentali alla protezione dei dati personali. Di conseguenza, la “titolarità effettiva” assume oggi una connotazione di “dato sensibile”, con ricadute significative sui piani amministrativo, civile e penale
L’imposta provinciale sul premio assicurativo da responsabilità civile (Iarc) è uno dei nuovi fronti dell’attività accertativa degli enti territoriali nei confronti delle società che gestiscono flotte di veicoli nei settori del noleggio, del leasing e dei servizi di mobilità. Il Dlgs 446/1997 ha previsto la devoluzione del gettito dell’Iarc alle Province competenti rispetto al Pra dove risultano iscritti i veicoli. Questo ha spinto gli enti territoriali delle Regioni a statuto ordinario a contestare talune strutture operative risultanti dalla riorganizzazione di gruppi del settore
L’impresa di assicurazione risponde per il fatto illecito del subagente, anche in assenza di un rapporto diretto di subordinazione. Così, con la sentenza 5911 del 16 marzo scorso, la Cassazione ha sancito l’estensione della responsabilità delle compagnie assicurative. La vicenda trae origine dalla sottoscrizione, da parte di una cliente, di una serie di polizze vita a capitalizzazione proposte da un subagente, al quale erano stati affidati premi di rilevante entità, mai restituiti né investiti. Il contenzioso ha posto al centro la questione se la compagnia potesse essere chiamata a rispondere, in base alla responsabilità oggettiva prevista dall’articolo 2049 del Codice civile, dell’illecito commesso da un soggetto formalmente autonomo e privo di un vincolo diretto con l’impresa. La Suprema corte, confermando l’impostazione della decisione di merito, chiarisce che la responsabilità del preponente non richiede necessariamente un rapporto di subordinazione in senso tecnico, ma si può fondare su una relazione di preposizione anche solo funzionale ed economica, desumibile dall’inserimento stabile dell’ausiliario nella rete distributiva dell’impresa e idonea a generare affidamento nel cliente circa la riconducibilità dell’operato alla sfera della compagnia.