Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Sei Paesi Ue si oppongono alla proposta della Commissione Ue di creare un punto di accesso unico centrale a livello Ue per le notifiche degli incidenti informatici. Italia, Francia, Germania, Spagna, Olanda e Svezia hanno presentato un non-paper, consultato da MF-Milano Finanza, nel quale hanno sottolineato che «in un mondo in cui è necessario agire in modo rapido per contrastare efficacemente le minacce informatiche semplificare il panorama della sicurezza informatica è una necessità». Tuttavia la proposta di Bruxelles, contenuta nel Digital Omnibus, «aggiungerebbe ulteriore complessità alla risposta e alla notifica degli incidenti con conseguenti ripercussioni sull’attuale trattamento delle notifiche di incidenti a livello nazionale da parte degli Stati membri». I sei Paesi si sono detti «fermamente convinti che la Commissione dovrebbe trovare modi alternativi per creare chiarezza sulla materia».
I consigli di Mps e Mediobanca dicono sì alla fusione della merchant di Piazzetta Cuccia nell’istituto senese. Una settimana dopo l’esclusione del ceo Luigi Lovaglio dalla lista del board, la mossa del cda presieduto da Nicola Maione conferma la strategia tracciata dal banchiere che proprio in questi giorni sta valutando se candidarsi in una lista alternativa per il vertice di Siena. Quando ieri sera questo giornale è andato in stampa, il cda di Montepaschi si era appena concluso e quello di Mediobanca era arrivato alle battute finali ma secondo fonti finanziarie il concambio approvato sarebbe di 2,45 azioni di Siena per ogni 1 Piazzetta Cuccia, un valore superiore alla forchetta di 2,35-2,40 ipotizzata dagli analisti e più vicino al 2,53 dell’opas di settembre. Il premio è del 12% sui prezzi correnti con una valorizzazione delle azioni Mediobanca a 18,1 euro rispetto agli attuali 16,16 euro.
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Hld Europe punta sull’Italia con 500 milioni di euro da investire nei prossimi 5 anni e guarda, in particolare, al settore del brokeraggio assicurativo, a quello di difesa e alla cosmetica. Il private equity, con sede in Lussemburgo, fondato nel 2010 dall’imprenditore francese Jean Philippe Hecketsweiler (rimasto azionista), dall’ex Lazard, Bnp e Wendel Jean-Bernard Lafonta, tutt’ora alla guida, e dall’attuale ceo delle Generali, Philippe Donnet (anche lui azionista), ha continuato a crescere senza sosta in questi 16 anni, arrivando a superare i 4 miliardi di capitale proprio, con oltre 70 investitori che hanno creduto nel progetto. Tra questi ci sono importanti imprenditori e famiglie francesi e italiane. Da Marco Drago, presidente emerito del gruppo De Agostini, al top manager Lorenzo Pellicioli, oltre a Jean Pierre Mustier, ex amministratore delegato di Unicredit e socio della prima ora di Hld. C’era la famiglia del fondatore del colosso assicurativo francese Axa, Claude Bébéar, la famiglia Decaux del gruppo Jc Decaux, il fondatore del big transalpino della logistica Nd, Norbert Dentressangle e i Cathiard, del gruppo francese delle funivie Poma.Gli ultimi ad aggiungersi sono stati Marie-Hélène Dassault e suo marito Benoît Habert, rispettivamente membro del consiglio di sorveglianza e vicedirettore generale del gruppo Dassault con attività nel settore della difesa, aerospaziale e nell’editoria con Le Figaro.
Azimut archivia il mese di febbraio con una raccolta netta totale di 1,7 miliardi di euro, che portano la raccolta netta da inizio anno a 3,7 miliardi. A fine mese le masse totali della holding presieduta da Pietro Giuliani hanno raggiunto 147,4 miliardi (+5% sui livelli di fine 2025).
Il 20 febbraio 2026 il Tribunale di Siracusa, Seconda Sezione Civile, ha depositato la sentenza n. 338/2026, con la quale, l’attrice è stata condannata d’ufficio al pagamento di una cospicua somma per aver utilizzato l’intelligenza artificiale nella redazione della propria memoria difensiva senza la doverosa verifica dell’attendibilità degli output mediante consultazione delle fonti primarie (e.g., banche dati giuridiche, repository ufficiali, ced della Corte di Cassazione), in contrasto ai principi più basilari di AI governance. All’origine vi era una controversia di natura piuttosto ordinaria, in quanto la vicenda si fondava su una domanda di risarcimento per inadempimento relativa a un contratto di sublocazione. Nel merito, l’attrice tentava di recuperare alcune voci di danno che nei precedenti gradi erano state dichiarate inammissibili. Si trattava, come osserva il giudice nella motivazione, di una domanda che qualsiasi avvocato avrebbe potuto riconoscere come infondata alla luce di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Una causa, dunque, difficilmente sostenibile fin dall’inizio.
- MALATTIA SENZA STIGMA
La Legge 7 di cembre 2023, n. 193, in vigore dal 2 gennaio 2024, individua termini precisi oltre i quali le persone guarite non sono più tenute a fornire informazioni sulla pregressa patologia oncologica. Il termine ordinario è fissato in dieci anni dalla conclusione del
trattamento attivo, in assenza di recidive. Scende a cinque anni se la malattia è insorta prima del compimento dei 21 anni. Un ulteriore passo avanti è arrivato con il Decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024, che ha individuato specifiche patologie per le quali i tempi sono ancora più brevi. Per esercitare il diritto è richiesta una certificazione ufficiale,
rilasciata da strutture sanitarie pubbliche o private accreditate, o dal medico di medicina generale o dallo specialista. Un documento essenziale e altamente tutelante: contiene esclusivamente i dati anagrafici, senza alcun riferimento al tipo di tumore o ai trattamenti effettuati. Tra i comparti maggiormente interessati dalla riforma c’è quello assicurativo. Con il Provvedimento IVASS n. 169 del 15 gennaio 2026, l’Autorità di vigilanza ha aggiornato
i Regolamenti n. 40 e 41 del 2018, relativi agli obblighi di informativa e pubblicità nell’ambito della distribuzione assicurativa, recependo le nuove tutele previste dal diritto all’oblio oncologico. Il principio introdotto è semplice: una volta maturati i termini di legge, le imprese e gli intermediari non possono più acquisire informazioni sul passato oncologico del cliente.
Per compagnie assicurative e banche distributrici la nuova regolamentazione si traduce
nel divieto di acquisire o utilizzare informazioni su pregresse patologie oncologiche, sia nella fase precontrattuale sia nel corso del rapporto. È vietata qualsiasi forma di indagine, diretta o indiretta, anche tramite fonti esterne o con riferimento allo stato di salute dei familiari. Non sono ammessi sovrappremi, limitazioni di copertura o condizioni contrattuali peggiorative rispetto alla clientela ordinaria.
- Zurich lancia Multicare Autonomia a tutela della non autosufficienza
Rendita vitalizia mensile e un’indennità giornaliera in caso di ricovero
Zurich Italia lancia Zurich Multicare Autonomia, la nuova polizza distribuita attraverso Zurich
For Care è pensata per offrire una tutela completa e accessibile contro il rischio di non autosufficienza e l’inabilità temporanea, fornendo una protezione affidabile nei momenti
di maggiore difficoltà. La ricerca condotta da Zurich e SWG ha infatti messo in luce il biso
gno di un accompagnamento per sostenere il ruolo dei caregiver famigliari – oltre 7 milioni in Italia – che si trovano spesso a vivere la responsabilità di un compito solitario e gravoso.
Con la nuova soluzione Zurich mette a disposizione dei clienti, in caso di non autosufficienza, una rendita mensile vitalizia, pensata per coprire le spese legate all’assistenza continuativa, come il supporto domiciliare o il ricorso a strutture specializzate

Stop agli slogan ambientali generici e alle promesse green non dimostrabili. Con il dlgs 20 febbraio 2026 n. 30, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 marzo 2026, l’Italia recepisce la direttiva (Ue) 2024/825 e introduce una stretta contro il greenwashing. Il provvedimento – in vigore dal 24 marzo 2026 – modifica il Codice del consumo (dlgs 206/2005) migliorando gli obblighi informativi verso i consumatori e imponendo criteri più rigorosi per le dichiarazioni ambientali utilizzate nella promozione dei prodotti. Le nuove disposizioni si applicheranno dal 27 settembre 2026 (articolo 2 del decreto).
Le attività di indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno consentito di individuare un articolato sistema illecito, realizzato da un’organizzazione criminale operante tra l’Italia e la Spagna, finalizzato a “svuotare” i conti correnti di ignari soggetti attraverso l’accesso abusivo a sistemi informatici e il furto di dati sensibili realizzato via mail (phishing), mediante l’invio di sms (smishing) e tramite comunicazioni telefoniche (vishing). Nel dettaglio, le indagini, svolte anche attivando i canali di cooperazione internazionale di polizia, hanno riguardato 24 soggetti e si sono concentrate su 38 episodi di truffa perpetrate ai danni di altrettante vittime italiane a cui sarebbero stati sottratti circa 800mila euro, somme confluite – almeno in parte – nelle casse del clan dei Casalesi.
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