Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha toccato il massimo storico di 5,15 miliardi di euro, in crescita del 2,3% rispetto al 2022, confermando un progressivo ampliamento del divario tra Nord e Sud e un massiccio trasferimento di risorse dal Mezzogiorno verso le regioni settentrionali più attrattive, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Secondo il report redatto dalla Fondazione GIMBE, la mobilità è sempre meno una scelta e sempre più una necessità: il differenziale di qualità e disponibilità dei servizi costringe centinaia di migliaia di pazienti a spostarsi, con impatti rilevanti non solo sui bilanci regionali, ma anche su quelli delle famiglie, in aperta contraddizione con il principio costituzionale di un diritto alla salute garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, richiamato di recente anche dal Presidente della Repubblica.
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