A inizio 2026 il mercato assicurativo aerospaziale si presenta ancora complessivamente favorevole per gli assicurati, con ampia capacità disponibile e forte concorrenza tra compagnie. Questo contesto contribuisce a mantenere sotto controllo gli aumenti di premio, soprattutto per i rischi con una buona storia di sinistrosità e una gestione del rischio dimostrabile. Allo stesso tempo, però, gli assicuratori stanno diventando più selettivi e attenti alla qualità dei dati forniti e alle caratteristiche specifiche di ciascun sottosettore. E’ quanto emerge dal nuovo report WTW Aerospace Insurance Market Renewal Outlook: Q1/2 2026.
Sul fronte della riassicurazione, i rinnovi di inizio anno sono stati meno duri del previsto: non si sono verificate le forti tensioni temute sui costi, e molte compagnie non hanno dovuto trasferire gli aumenti in modo marcato sugli assicurati. In prospettiva, tuttavia, se i prezzi della riassicurazione dovessero salire ulteriormente sui livelli di base, alcuni assicuratori potrebbero scegliere di trattenere una quota maggiore di rischio nei propri bilanci, accompagnandolo con una politica assuntiva più rigorosa.
Gli accordi di lungo periodo restano praticabili per i portafogli più virtuosi, con bassa frequenza di sinistri e crescite moderate. In questi casi, la presenza di molti assicuratori disponibili a seguire il rischio permette spesso di mantenere livelli di premio sostanzialmente stabili.
Guardando ai singoli segmenti, gli aeroporti hanno visto nei primi anni post‑pandemia una forte crescita dei volumi di traffico, che ora tende a stabilizzarsi. Negli anni di boom il premio per passeggero si era ridotto; oggi l’obiettivo per gli scali è far sì che eventuali incrementi di premio restino inferiori alla crescita dell’esposizione, dimostrando con i dati la solidità delle misure di prevenzione e di gestione dei sinistri.
Per le società di manutenzione, riparazione e revisione degli aeromobili, la situazione è più delicata. Il prolungamento della vita operativa di molti velivoli – dovuto ai ritardi nella produzione di nuovi aeromobili e alle criticità nelle catene di fornitura – sta aumentando i carichi di lavoro e la complessità tecnica. Il settore è percepito come “ad alta sinistrosità”, e la disponibilità di capacità assicurativa piena dipende sempre di più dalla capacità degli operatori di documentare processi di controllo rigorosi, investimenti in sicurezza e una riduzione degli incidenti in rapporto alle ore lavorate.
Anche i prestatori di servizi a terra negli aeroporti devono confrontarsi con una sinistrosità frequente, spesso fatta di danni di entità limitata ma ricorrenti, mentre i costi di riparazione crescono per effetto dell’inflazione e della maggiore complessità dei mezzi. In questo contesto, ha sempre meno senso “pagare di più” solo per coprire la piccola sinistrosità: diventa centrale lavorare sulla prevenzione, sull’analisi delle franchigie e sulla ripartizione corretta tra ciò che resta in capo all’azienda e ciò che viene trasferito al mercato assicurativo.
L’inflazione, sia economica sia “sociale” (cioè legata all’andamento dei risarcimenti in alcune giurisdizioni), ha innalzato il costo dei danni materiali e delle lesioni personali. Per questo, il report invita gli assicurati a rivedere con attenzione i massimali di polizza, confrontandoli con scenari realistici di danno massimo: limiti troppo bassi possono rivelarsi insufficienti in caso di sinistro grave, mentre limiti eccessivi rispetto al rischio reale possono comportare costi inutili.
Nel complesso, il mercato aerospaziale resta dunque soft e competitivo per i rischi ben gestiti e con una storia di sinistri favorevole. Tuttavia, l’attenzione degli assicuratori a ciascun sottosettore si sta affinando: chi saprà presentarsi con dati solidi, una narrazione tecnica chiara del proprio profilo di rischio e una strategia di rinnovo preparata per tempo, potrà continuare a beneficiare delle condizioni più favorevoli. Chi invece non saprà documentare in modo convincente la propria capacità di controllo e prevenzione, si troverà più esposto a richieste di aumento dei premi o a una disponibilità di capacità più limitata.
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