Il 2025 si è concluso con una crescita del 7,8% della raccolta premi totale delle imprese operanti in Italia, raggiungendo i 182 mld, secondo quanto riporta ANIA, grazie ad un andamento positivo sia dei rami danni che del vita, in un contesto economico e finanziario che ha mostrato segnali di stabilizzazione rispetto al 2024 (quando la raccolta era cresciuta del 16,2% sul 2023) e che ha contribuito a sostenere la capacità di risparmio delle famiglie e a mantenere elevato l’interesse verso i prodotti assicurativi.

Le sole imprese di assicurazione nazionali e alle rappresentanze per l’Italia di imprese extra-europee hanno raccolto 162 miliardi di premi, in aumento del 7,2% rispetto al 2024 (Danni +6,6% e Vita +7,5%). L’incidenza dei premi totali sul PIL è cresciuta al 7,2% (era 6,9% nel 2024).

Le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento hanno registrato una crescita a perimetro omogeneo dei premi contabilizzati del 2,4%, a 10,6 mld. In particolare, i premi Vita (3,1 miliardi) sono diminuiti del 6,2% mentre i premi Danni (7,5 miliardi) sono aumentati del 5,9%.

Le imprese che operano in LPS hanno contabilizzato 9,2 miliardi di premi registrando un aumento, a campione omogeneo, del 27,1% rispetto al 2024, quando erano aumentate di quasi il 50%.

RACCOLTA VITA: andamento eterogeneo

Nel comparto Vita, mentre le polizze tradizionali di Ramo I hanno mostrato una dinamica complessivamente stabile, le polizze di Ramo III, più esposte ai mercati finanziari, hanno registrato una crescita marcata, prossima al 20%, beneficiando del contesto finanziario più ordinato e di una maggiore propensione all’investimento.

La raccolta delle imprese nazionali e delle rappresentanze di imprese extra europee, ha superato i 118 miliardi, in aumento del 7,5% rispetto al 2024 quando invece i premi crescevano del 19,5%. L’aumento è stato determinato principalmente – come anticipato – dalle polizze Unit-Linked (ramo III) e, in misura ridotta, anche dalle polizze sulla Vita umana (ramo I).

Nel dettaglio, i premi di ramo III sono aumentati nel 2025 del 19% (per un ammontare che ha superato i 37 miliardi), grazie al rafforzamento dei mercati finanziari e alla maggiore inclinazione dei risparmiatori verso investimenti più dinamici. Diversamente – con una percentuale di crescita più contenuta – i premi del ramo I (Vita umana) sono aumentati nel 2025 dello 0,6% sfiorando i 74 miliardi in termini di volume.

Sono cresciute del 48,1% le polizze di ramo VI – Fondi Pensione i cui premi hanno raggiunto, a fine 2025, i 5,7 miliardi e quelle di ramo IV – Malattia (+19,0%) con un volume premi di 384 milioni. In diminuzione del 3,7% i premi del ramo V – Capitalizzazione che ha contabilizzato una raccolta pari a 1,4 miliardi.

L’incidenza della raccolta Vita totale sul Prodotto Interno Lordo è risultata in aumento ed è stata pari al 5,3% nel 2025 (era 5,0% nel 2024).

Per quanto riguarda le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento (campione rappresentativo dell’89% del settore Vita) il 2025 ha visto una riduzione dei premi (-5,9% per 3,1 miliardi di volume), come risultato della contrazione dei premi delle polizze di ramo I (-2,4%) che costituiscono circa il 46% e della diminuzione delle polizze di ramo III – Linked (-8,5%) che rappresentano il restante 54%.

Le imprese operanti in LPS (che raccolgono premi solo nel ramo III) hanno registrato invece un forte incremento (+27,1%), per un volume superiore ai 9 miliardi.

RACCOLTA DANNI

La crescita dei rami Danni è stata alimentata da una parte dalla ripresa dell’attività economica e dall’altra anche dal crescente bisogno di protezione di fronte ai rischi climatici estremi, che per le imprese è diventato un obbligo di legge. A ciò si aggiungono la maggiore attenzione alle vulnerabilità cyber e il continuo rafforzamento delle coperture salute, che complessivamente hanno sostenuto il comparto.

Nel dettaglio, i premi contabilizzati nei rami Danni delle imprese nazionali ed extra-europee sono risultati in crescita del 6,6% rispetto al 2024 per un volume che ha superato i 43,5 miliardi. I premi relativi al ramo RCA, sono cresciuti del 3,6% a 13,4 mld. I restanti rami danni sono cresciuti dell’8% a 30,1 mld.

I Danni non auto hanno conosciuto una crescita dei premi in quasi tutti i rami assicurativi; quelli che hanno registrato una variazione positiva, uguale o superiore alla media sono stati i seguenti: Corpi veicoli terrestri (+9,2%), Assistenza (+9,7%), il settore Credito e Cauzione (+10,9%), Malattia (+11,6%) e il ramo Incendio (+17,1%).

In particolare, ha contribuito allo sviluppo di quest’ultimo ramo l’aumento di premi (stimabile nell’ordine del 5%) attribuibile alla graduale applicazione dell’obbligo assicurativo Cat Nat per le imprese, introdotto dalla legge di bilancio 2024. Hanno mostrato, infine, tassi di crescita inferiori alla media ma comunque positivi: il settore Trasporti (+1,8%), il ramo R.C. Generale (+2,5%), Infortuni (+3,1%), Tutela legale (+4,9%), Perdite pecuniarie e Altri danni ai beni (+5,3%).

L’incidenza della raccolta Danni totale sul Prodotto Interno Lordo nel 2025 è risultata stabile e pari all’1,9% come nel 2024.

Le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento hanno contabilizzato premi per 7,5 miliardi, in crescita del 6,2% rispetto a quanto rilevato nell’anno precedente. I premi del ramo R.C. Auto e veicoli marittimi (circa 1,5 miliardi) sono risultati in aumento del 12,7% e i restanti rami del settore Danni hanno registrato una variazione positiva del 4,7%. A questi incrementi ha contribuito il crescente utilizzo da parte di queste imprese di canali telematici e, soprattutto, dei comparatori che stanno modificando le abitudini d’acquisto delle polizze assicurative, in particolar modo di quelle R.C. Auto. Il ramo R.C. Generale (con un volume di 1,6 miliardi, oltre il 20% del totale complessivo) ha registrato nel 2025 una variazione positiva dell’1,5%. Tra i rami più rappresentativi che contabilizzano oltre 500 milioni, si è registrato l’aumento del ramo Infortuni (555 mln, +6,6%), del ramo Corpi veicoli terrestri (571 mln, +6,4%) e del ramo Credito (701 mln, +0,6%). In diminuzione di circa il 3% il ramo Altri danni ai beni che ha contabilizzato 690 milioni.

© Riproduzione riservata