Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il governo svizzero e la banca centrale sono al lavoro per una soluzione di sistema che allontani da Credit Suisse lo spettro del dissesto. Dopo il tonfo borsistico di ieri (-24,2% a 1,7 franchi) e le prime forti tensioni sull’interbancario, in serata le autorità elvetiche sono corse ai ripari. In un comunicato congiunto la banca centrale e la Finma (la Consob svizzera) hanno provato a rassicurare il mercato, dichiarando che «Credit Suisse soddisfa le esigenze in materia di capitale e liquidità poste agli istituti di rilevanza sistemica». La banca centrale ha inoltre precisato che «in caso di necessità, metterà a disposizione liquidità», aggiungendo che «alla luce delle attuali turbolenze sul mercato bancario statunitense, non sussistono indizi di un pericolo diretto di contagio per gli istituti svizzeri».
Non è bastato il rialzo del costo del denaro, e di conseguenza delle rate dei mutui, per mandare in soffitta la convenienza di comprare una casa rispetto all’affitto. Secondo l’analisi di Telemutuo, nonostante il rialzo dei costi di finanziamento ipotecario la rata mensile relativa alla sottoscrizione di un mutuo acceso per coprire l’80% del costo di finanziamento per l’acquisto di una abitazione a Milano, Roma o Napoli continua a presentare vantaggi se confrontati con il corrispettivo costo medio di locazione dello stesso immobile. La simulazione realizzata da Telemutuo ha preso in considerazione i finanziamenti della durata di 25 e 30 anni che rappresentano quasi il 70% dei mutui richiesti dai giovani al di sotto dei 36 anni, il segmento di popolazione più interessata dal dilemma se affittare o acquistare un appartamento. In questa fascia, nelle città di Milano, Roma e Napoli, il costo della rata di un mutuo presenta un valore inferiore anche del 24% rispetto al corrispondente canone di locazione previsto per lo stesso immobile. «Il rincaro del costo dei mutui a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi ha soltanto ridotto la convenienza di acquistare una casa nelle grandi città italiane rispetto all’affitto», spiega Angelo Spiezia, ad di Telemutuo.

Axa Italia ha chiuso il 2022 con un utile netto di 327 milioni di euro, stabile rispetto all’anno precedente. Sul fronte della raccolta premi, il comparto Danni ha superato per la prima volta i 2 miliardi di euro (2,02 mld), in crescita del 5,7% grazie alle linee di business strategiche Commercial lines (+7,5%), Personal lines (+4,4%) e Salute (+9,6%). In miglioramento anche il comparto Motor (+4,7%) nonostante il contesto di mercato. Il combined ratio danni era al 95,8%. La raccolta L&S è ammontata a 3,4 miliardi (-28,7%), influenzata dalla dinamica dei tassi di interesse, da una generale volatilità dei mercati azionari e dai livelli di inflazione.

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Due numeri aiutano a capire la caduta del Credit Suisse: nel 2007 la banca svizzera era l’ottavo maggior istituto quotato del mondo per capitalizzazione. Ma, quando le sue azioni ieri mattina sono arrivate a perdere il 31%, prima di recuperare in parte nel pomeriggio (-24,24% alla chiusura), la banca è precipitata al 155° posto, con una capitalizzazione intorno ai 7 miliardi di franchi svizzeri, circa 7,15 miliardi di euro. Significa che il Credit Suisse negli ultimi 15 anni ha spazzato via qualcosa come 100 miliardi di franchi di capitalizzazione. Con le valutazioni correnti, è come se avesse perso un’intera Goldman Sachs, calcola il Financial Times. Per fermare il crollo e il rischio di insolvenza, segnalato dall’aumento vertiginoso dei derivati (Credit default swap) per assicurare gli investimenti più rischiosi, saliti al record di mille punti (18 volte il Cds a un anno di Ubs), il Credit Suisse ha fatto appello alla banca centrale svizzera. E in serata la Swiss National Bank e l’autorità di regolamentazione Finma hanno dichiarato che il Credit Suisse soddisfa i requisiti di capitale e di liquidità imposti alle banche di importanza sistemica e che la Bns fornirà alla banca liquidità, se necessario. Ma c’è chi già ipotizza uno spezzatino, con la vendita separata delle attività sane: la Swiss Bank, la divisione di Wealth Management e parte di quella di investment banking, che potrebbero essere quotate in Borsa individualmente.
I cori sportivi si sono ben presto trasformati in inni di guerra. E la strada, nel terreno di scontro dove sampietrini, bombe carta e fumogeni hanno preso violentemente il sopravvento. Piazza del Gesù a Napoli è stata sfigurata dalla cecità dei teppisti, fino a cadere sotto i colpi della guerriglia. E ciò che è rimasto è soltanto rabbia e devastazione. Con un’auto della polizia data alle fiamme, altre vetture danneggiate, cinque bus dell’Azienda napoletana di mobilità presi a sassate, alcuni feriti — tra cui un autista, alla guida di uno dei mezzi per il trasferimento degli ultrà dell’Eintracht, colpito ad un occhio dal lancio di un oggetto contro il finestrino — locali e ristoranti saccheggiati e circa duecento tifosi tedeschi identificati e posti sotto controllo. Poi, la guerriglia si è spostata durante la notte nella zona del lungomare, tra via Chiatamone e via Partenope, dove i supporter bianconeri hanno scelto di alloggiare in uno dei principali alberghi. Qui è continuata la sassaiola, a fine partita, con decine di ultrà azzurri che hanno assaltato con petardi e bombe carta l’hotel e colpito con i sampietrini i bus con a bordo i tifosi ospiti in predicato di essere trasferiti fuori città per organizzare il ritorno in Germania .

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L’anello più debole nel più solido dei Paesi. La quotazione del titolo riflettela parabola della banca: quindici anni fa valeva oltre 80 euro, cinque anni fa era a 15, ieri a meno di un decimo di quel valore. La reputazione ha seguito la stessa curva, che per inciso somiglia pure a quella della redditività: il risultato netto del 2022 è stata una perdita di 7,3 miliardi di franchi, la peggiore da quindici anni. E dunque, in un breve e tutt’altro che esaustivo elenco di scandali& pasticci che da tutto il mondo hanno calamitato i banchieri di Zurigo ecco, esattamente due anni fa il crollo di Archegos Capital Management: quello che è un semioscuro “family office” – immaginate un fondo di investimento tagliato su misura sartoriale per i super ricchi – fa il botto a Wall Street dopo aver effettuato investimenti per decine di miliardi su prodotti derivati, che possono essere molto redditizise il mercato sale o disastrosi se il mercato scende. Il mercato, per l’appunto scende, e Bill Hwang, finanziere americano di origini coreane, finisce agli arresti. Tra i suoi principali finanziatori proprio Credit Suisse, che ci rimette 5 miliardi e mezzo di franchi, e la giapponese Nomura.

Tech e dintorni. Quei mercati che fino a pochi giorni fa si illudevano che si potesse passare senza alcun contraccolpo da 15 anni di denaro a costo zero a un contesto di tassi in veloce rialzo, sono gli stessi che ora vedono fantasmi da tutte le parti. Quei mercati che si erano convinti che si potesse varare la più violenta restrizione monetaria della storia senza passare da una recessione e senza che il mondo finanziario subisse alcuna conseguenza, sono gli stessi che ora fanno di ogni erba un fascio. Che scambiano la vicenda sui generis della Silicon Valley Bank per la storia completamente diversa delle banche europee. Che si terrorizzano per il Credit Suisse, i cui problemi sono noti da tempo, dopo un’intervista al principale azionista. Come se l’inguaribile ottimismo dei primi mesi del 2023 fosse stato sostituito all’improvviso da un pessimismo cosmico.
Nel 2022 la siccità è costata all’Italia 13 miliardi di euro, di cui 6 di mancata produzione agricola. A ricordarlo è Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi, l’associazione nazionale che riunisce i consorzi di bonifica erogatori dei servizi idrici. «Quella che stiamo per affrontare – aggiunge – sarà l’ottava annata siccitosa nei recenti 20 anni e la terza consecutiva. Difficile poterla considerare un evento eccezionale». In Italia nell’ultimo anno si è registrato il 30% di piogge in meno e anche nei primi due mesi del 2023 le precipitazioni sono state al di sotto della media. Tra i primi a subirne gli effetti ci sono i risicoltori: per le semine del riso, che cominceranno dopo Pasqua, la Coldiretti ha già stimato un taglio di 8mila ettari, al minimo da 30 anni a questa parte. Anche la produzione di olio extravergine di oliva made in Italy è calata per colpa della siccità: secondo i dati dell’Ismea, la campagna 2022-2023 ha perso il 37% della produzione. La carenza d’acqua e il cambiamento climaticio sono inoltre responsabili del calo della produzione nazionale di miele del 23% nell’arco dell’ultimo decennio.