di Giulia Provino
Sempre più «Paperoni» arrivano in Italia per un fisco più leggero. Dalle dichiarazioni dei redditi per il 2018 sono stati 226 i soggetti che hanno aderito al regime agevolativo per i neo residenti. Sono 151 Paperoni in più rispetto alle dichiarazioni del 2017. È quanto emerge dalla relazione del direttore generale delle finanze Fabrizia Lapecorella, durante l’audizione svoltasi il 26 marzo scorso in commissione finanze del Senato, riguardo la riforma dell’Irpef. L’evoluzione della base imponibile Irpef è stata nel tempo caratterizzata da forme di erosione che hanno interessato tutte le forme di reddito. In particolare, l’erosione dei redditi da lavoro dipendente e pensione è anche influenzata dalle agevolazioni collegate al rientro in Italia dei lavoratori. Il sistema fiscale italiano, infatti, prevede una serie di misure agevolative volte al rientro dei cervelli nel nostro Paese. Per questo motivo, ad esempio sono previste tassazioni agevolate per docenti e ricercatori e impatriati (quella dei contro-esodati non trova più applicazione a partire dal 2018). Inoltre, a partire dal 2017, per invogliare le persone fisiche a trasferire la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro è stata introdotta l’agevolazione dei neo-residenti. Questo regime fiscale opzionale, ai sensi dell’articolo 24-bis del Tuir introdotto con la legge di bilancio 2017 (l. 232/2016), consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero calcolata in via forfetaria nella misura di 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta in cui risulta valida l’opzione (15 anni). L’agevolazione può essere estesa ai familiari per i quali l’imposta è ridotta a 25 mila euro. Secondo dati risultati dal Rapporto annuale sulle spese fiscali 2020 del Mef, dalle dichiarazioni per il 2018 sono stati 226 i soggetti che hanno compilato il quadro NR – Nuovi residenti e che hanno corrisposto l’imposta per un totale pari a 21 milioni di euro. Hanno aderito all’agevolazione 170 soggetti come contribuenti principali e 56 soggetti come familiari. È un numero di gran lunga superiore rispetto ai 94 aderenti alla flat tax per i neo residenti nel suo primo anno di applicazione (75 soggetti come contribuenti principali e 19 soggetti come familiari), per un’imposta risultante dai modelli F24 è stata pari a 8 milioni di euro. Nell’anno d’imposta 2018, poi, per quanto riguarda il regime dei docenti e ricercatori, i soggetti interessati sono stati 1.646 per un ammontare di 196 milioni di euro. Il dato è rimasto constante agli oltre 1.600 registrati del 2017, mentre al regime degli «impatriati» hanno aderito oltre 6.945 soggetti (1,8 volte i soggetti del 2017) per un ammontare di 801 milioni di euro. L’incremento di quest’ultimo regime è influenzato dall’abrogazione del regime dei contro-esodati e dalla possibilità concessa loro di optare per il regime degli impatriati. Complessivamente l’importo del mancato gettito stimato per il 2021, relativamente alle misure concernenti i trasferimenti dall’estero, è di 278 milioni di euro. Infatti, il numero degli aderenti al regime dei neo residenti è destinato a salire ancora. Tuttavia non tutti i Paperoni aderiscono al regime dei neo residenti. I calciatori e gli altri sportivi professionisti stranieri che vengono a giocare in Italia, infatti, potrebbero trovare più vantaggiosa la detassazione del 50% introdotta dal decreto Crescita del 2019 (dl 34/2019), applicabile per cinque anni dal trasferimento nel nostro Paese e rinnovabile a certe condizioni per altri cinque anni. Tutto dipende dalla quantità dei loro redditi esteri.

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