Matteo Rizzi
I70.000 autisti di Uber del Regno Unito saranno inquadrati come parasubordinati. I conducenti, fino ad oggi considerati lavoratori autonomi, avranno quindi un salario minimo e ferie pagate. Non godranno di tutti i diritti dei lavoratori dipendenti, ma saranno soggetti a un regime lavorativo assimilabile ad un co.co.co. all’inglese. La legge britannica infatti distingue tra i «dipendenti» (employees), che ricevono tutti i benefici dei lavoratori subordinati, come il trattamento di fine rapporto, e i «lavoratori» (workers), che hanno solo diritto al salario minimo e al pagamento delle ferie. Il cambio di rotta della società segue una sentenza della sorte suprema del Regno Unito del mese scorso che ha indicato gli autisti di Uber come dipendenti, prevedendo le necessarie tutele.

Gli autisti avranno un salario minimo di 8,72 sterline (10,18 euro) e saranno anche automaticamente iscritti a un piano pensionistico che includerà il 3% dei contributi sui guadagni. Tuttavia, non saranno pagati per il tempo di attesa, ma solo per il tempo delle corse effettuate. Questo si aggiunge all’assicurazione, che copre malattia, infortunio e congedo parentale.

I cambiamenti sono solo limitati al Regno Unito, che tuttavia rappresenta il più grande mercato europeo della società. L’azienda non ha spiegato quanto costerà la riclassificazione, ma ha aggiunto che non si aspetta di cambiare le sue previsioni di guadagno per il trimestre o l’anno. Inoltre, Uber ha dichiarato che istituirà un meccanismo per gli autisti con lo scopo di dare un risarcimento per le ferie arretrate e i guadagni persi, senza la necessità di passare attraverso il tribunale del lavoro. Il risarcimento in questione era stato richiesto dalla corte di Londra nella sentenza del mese scorso.

Dei giganti della gig-economy, in Italia è stata Just Eat, società specializzata nella consegna di cibo a domicilio, ad avviare le prime assunzioni dei rider in Lombardia da marzo 2021, introducendo contratti di lavoro subordinato. In alcune città in cui il servizio sarà attivo, è in programma l’apertura di hub dove i rider potranno ritirare e utilizzare mezzi sostenibili di Just Eat, come scooter elettrici e e-bike ed è previsto uno staff di oltre 100 nuove figure per il coordinamento del nuovo modello e a supporto dei rider in tutta Italia.

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