Professionista malato con tutele

C’è l’endorsement di Palazzo Madama alla tutela dei professionisti colpiti dal Covid-19. È Susy Matrisciano, presidente dell’XI Commissione Lavoro pubblico, privato e previdenza sociale del Senato, a confermarlo, nel corso dell’intervista realizzata, lo scorso 18 marzo, assieme alla presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, per la rubrica della web tv di categoria «Fondazione Studi incontra». L’esame del disegno di legge che tutela i liberi professionisti – ha assicurato la Matrisciano – proseguirà in Commissione, dove si è pronti anche a sostenere un emendamento che escluda la responsabilità professionale nel caso in cui il professionista, contagiato o ricoverato in una struttura ospedaliera, sia impossibilitato a portare a termine adempimenti o rispettare scadenze. Adempimenti che, come ha ribadito la presidente Calderone, si sono moltiplicati in un anno di pandemia e sui quali i consulenti del lavoro non si sono mai tirati indietro, mettendo in sicurezza azienda e lavoratori. «Proprio perché si tratta di un periodo complesso, che ancora non è finito, è necessario che il 2021 sia l’anno della semplificazione e dello snellimento di tutte le procedure», ha precisato. Ma la semplificazione è la parola chiave dell’altra grande riforma di cui si attende di leggere una prima bozza entro fine mese, quella degli ammortizzatori sociali. «Bisogna fare in modo che le aziende costrette ad attivare percorsi di cig possano ricevere finanziamenti dallo Stato per formare i propri dipendenti», ha sottolineato la Matrisciano riferendosi ad una riforma che tenga in considerazione l’universalità ma anche la diversità dei settori. «I Consulenti del Lavoro hanno da tempo proposto l’ammortizzatore sociale unico», ha ricordato la presidente Calderone, «con la convinzione che individuare un’unica modalità di ricorso al trattamento di sostegno al reddito possa generare quell’universalità chiesta dalla presidente Matrisciano. L’obiettivo», ha ribadito, «è quello di guardare al futuro, quando non ci sarà più l’emergenza, ma dovremo avere strumenti snelli che coniughino subito le politiche passive con quelle attive, che fino ad oggi sono state l’anello mancante». Per la presidente Calderone, inoltre, è necessario guardare a ciò che è stato sperimentato, grazie alla tecnologia, in questo anno di pandemia sul fronte della formazione professionale a distanza per estenderlo a tutti i lavoratori dipendenti in cassa integrazione. Nel corso dell’intervista sono stati affrontati anche altri temi, come la situazione delle donne sul mercato del lavoro, fra le più colpite dalla crisi pandemica. Per la presidente della Commissione Lavoro del Senato, l’empowerment femminile passa anche attraverso l’approvazione del salario minimo europeo, perché la mancata integrazione delle lavoratrici dipende anche dalla disparità retributiva. Per dare maggiore spinta all’occupazione delle donne – ha sottolineato ancora la senatrice – servono meccanismi strutturali che non le costringano a dover scegliere tra la famiglia e il lavoro. Una conciliazione concreta, investendo le risorse del Recovery plan in infrastrutture sociali, rete degli asili nido e sistemi territoriali di supporto alla famiglia. Per la Presidente Calderone, bisogna ripensare le politiche di genere come «politiche di uguaglianza», passando dalle dichiarazioni di principi a regole e buone prassi che possano incentivare il lavoro delle donne, soprattutto in quei settori in cui gli investimenti in digitalizzazione del Recovery avranno effetti espansivi. Ad esempio, quelli attinenti alle professionalità tecniche in cui la presenza femminile è ancora poco incentivata.

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