Previdenza da vigilare

La Covip ha introdotto il Manuale delle segnalazioni che uniforma casse e fondi pensione, per alzare la qualità, il grado di automazione e la flessibilità
di Carlo Giuro
La Covip compie una nuova mossa per una convergenza in termini di vigilanza delle casse di previdenza verso la regolamentazione già prevista per i fondi pensione. Va ricordato infatti che la commissione è l’autorità di riferimento per quel che riguarda le politiche di investimento e i conflitti di interesse degli enti pensionistici privati, inserendosi in un articolato sistema di vigilanza in cui si collocano anche i ministeri del Lavoro e dell’Economia. È stato infatti introdotto dal 1° gennaio il nuovo Manuale delle segnalazioni statistiche e di vigilanza anche per le casse di previdenza, documento che già esiste con riferimento alle forme pensionistiche complementari. L’obiettivo è quello di favorire un’ulteriore evoluzione in senso qualitativo dell’attuale sistema segnaletico per potere disporre di un patrimonio informativo connotato da un maggior grado di dettaglio e, nel contempo, di innalzarne il livello di automazione, la flessibilità di utilizzo e la qualità dei dati raccolti, mettendo in tal modo a fattor comune l’esperienza già maturata per le forme pensionistiche complementari.
Di particolare rilievo è la richiesta di informazioni a livello di singolo strumento finanziario. Si vuole così innalzare la profondità di controllo e di analisi della gestione finanziaria dei singoli enti che, ricorda la commissione presieduta da Mario Padula, rappresentano il primo pilastro per liberi professionisti dotati di albo. Gestiscono cioè risorse finanziarie che devono soddisfare l’erogazione delle prestazioni di previdenza obbligatoria (l’Inps è invece l’ente previdenziale obbligatorio, di natura pubblica, per lavoratori dipendenti privati e pubblici, autonomi).
Va ancora evidenziato come, anche per effetto del Covid-19, le casse di previdenza stiano ampliando il proprio supporto agli iscritti fornendo prestazioni di welfare assistenziali nei diversi profili della tutela della salute, della famiglia, del professionista e del credito in una sorta di welfare della crisi . Le casse sono già, e ancor più in prospettiva, fondamentali investitori istituzionali, portatori di un capitale paziente orientato nel medio-lungo periodo. Considerando la necessità di gestire il rilevante impegno sia da parte della Covip che delle casse di previdenza per la concreta applicazione del nuovo Manuale se ne prevede un’introduzione operativa in più tappe partendo da un primo periodo di prova nel periodo gennaio-agosto per alcuni primi enti segnalanti che verranno coinvolti nei primi test tecnici, un secondo momento sperimentale per tutte le casse da luglio a ottobre per poi una messa a regime dal 1° gennaio 2022.
È importante ricordare come si sia in attesa da un decennio del decreto ministeriale sulle politiche di investimento e i conflitti di interesse per gli enti previdenziali privati, come ha più volte segnalato la Covip, che rimarca come le casse di previdenza risultano ancora oggi gli unici investitori istituzionali affrancati da una regolamentazione unitaria in materia, regolamentazione che, viceversa, è di livello primario e secondario per i fondi pensione. Per questi ultimi, con il recepimento della direttiva Iorp II, sono state fra l’altro recentemente introdotte previsioni che aumentano il grado di dettaglio della disciplina, soprattutto in materia di governance. Ne consegue che il divario regolamentare tra fondi e casse tende ad allargarsi ulteriormente. Il completamento del quadro regolamentare, prosegue la Commissione, sarebbe utile viatico per favorire il rafforzamento strutturale delle casse di previdenza e la più completa definizione di processi decisionali lineari e tracciabili, rendendone più efficace l’operatività in un ambito, quello delle scelte di investimento, fortemente sollecitato dalla complessità dei mercati finanziari. (riproduzione riservata)

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