Inarcassa, pensioni ricalcolate

di Simona D’Alessio
Montanti contributivi individuali degli architetti e ingegneri iscritti alla Cassa previdenziale delle due categorie (Inarcassa) «rimpolpati» per le annualità 2014 e 2015, mediante l’aumento al 4,5% (invece che dell’1,5%) del tasso di capitalizzazione: è quanto scaturito dell’approvazione da parte dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, in esecuzione della sentenza del Tar del Lazio 09987/2020, della delibera che era stata adottata dal Comitato nazionale dei delegati dell’Ente nel giugno 2015. E, così, essendo il provvedimento definitivo, si è potuto procedere all’applicazione della procedura di ricalcolo dei trattamenti già liquidati in favore degli associati e dei loro superstiti per i diritti conseguiti (con decorrenza 1° febbraio 2015), laddove la rivalutazione riguarda pure eventuali quote di supplemento corrisposte nel periodo interessato dall’incremento delle posizioni delle platee di professionisti. Il tribunale amministrativo del Lazio (come raccontato su ItaliaOggi del 2 ottobre 2020) aveva dato ragione ad Inarcassa, evidenziando nel pronunciamento come l’iniziativa «non produca esiti negativi sull’equilibrio di lungo periodo del sistema previdenziale». E condannando i dicasteri controllanti pure a pagare le spese di giudizio. L’Ente aveva, tra l’altro, specificato come i montanti oggetto della rivalutazione interessassero «i primi anni di applicazione del metodo contributivo» per il computo delle pensioni degli ingegneri e architetti, essendo, pertanto, di «importo modesto», come modesto sarebbe stato «l’impatto sulla sostenibilità finanziaria» della Cassa. E, invece, dichiara il presidente Giuseppe Santoro, «i maggiori vantaggi sono attesi per le giovani generazioni, che potranno beneficiare di contributi rivalutati per un lungo periodo di tempo prima del pensionamento». Infine, va messo in risalto, prosegue, «il riconoscimento politico ottenuto sull’autonomia delle scelte previdenziali» di Inarcassa, nonché «la legittimazione al nostro diritto a porre in atto misure a favore degli iscritti», conclude Santoro.

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