ICAP: L’analisi dei bisogni assicurativi IDD compliant – caso n.2 – seconda parte

Analisi del nucleo familiare di Mario Bianchi – Avvocato

L’obiettivo di questo tipo di analisi consulenziale è quello di facilitare il processo decisionale. L’intervento è focalizzato su alcune aree di rischio, analizzate nello specifico, al fine di quantificare la gravità e definire l’esposizione al rischio, attraverso una classifica dei bisogni assicurativi.

Quanto più il censimento riflette il reale stato delle risorse e le caratteristiche del nucleo famigliare, tanto più la classifica che il sistema di ICap elaborerà rifletterà le esigenze è possibilità del nucleo in analisi. I risultati elaborati presentano due ambiti distinti: i bisogni di oggi e i bisogni di domani della famiglia Bianchi.

Bisogni di oggi (rischi attuali dei soggetti e dei beni)

La sezione dei bisogni di oggi riporta tutti i rischi attuali nei quali i portatori di reddito e i beni familiari potrebbero incorrere. Per ognuno è riportata la probabilità di rischio entro la quale l’evento potrebbe verificarsi; tali voci sono elencate in funzione della probabilità di rischio dal più alto al più basso incrociata con la perdita potenziale in caso di evento (se quindi si notano frequenze più basse in alto in classifica rispetto a quelle più alte è perché il criterio di classificazione è quello del rapporto perdita-frequenza – si veda il grafico convenienza assicurativa per maggiori dettagli -).  Nella colonna Gap, viene quindi indicato per ogni voce, l’importo al quale il nucleo familiare dovrà far fronte nel caso l’evento si verifichi, ove presente e possibile la quantificazione.

Il quadro completo delle coperture in essere, di quelle che si è intenzionati ad acquisire, delle riduzioni e delle ritenzioni di rischio rappresentano il punto di partenza della pianificazione assicurativa. Per rappresentare le priorità in questo quadro complessivo solitamente si fa affidamento al raffronto delle distanze relative di ogni bisogno sul piano danno – probabilità, dal punto con danno massimo e frequenza minima (il punto in basso a destra del grafico che risulta essere il più conveniente da trasferire alle assicurazioni). Sulla base della condivisione delle singole analisi e del quadro sintetico che ne risulta si procederà alla effettiva implementazione della pianificazione assicurativa.

Responsabilità civile

L’assicurazione della responsabilità civile è un esempio particolarmente efficace per dimostrare la convenienza dell’assicurazione in assoluto, perché la tipologia del rischio, l’entità del danno potenziale, la misura del premio assicurativo, sono direttamente percepibili da chiunque. Con una polizza di Responsabilità Civile della Famiglia quindi il patrimonio familiare è protetto per i danni fino all’importo scelto in polizza, tutelando anche rischi molto elevati senza esborsi economici significativi.  Impropriamente definita RC della Famiglia, questa tipologia di polizza è consigliabile a tutti i soggetti che hanno di fatto responsabilità civili, secondo codice civile, e che possono incorrere nei danni a impatto patrimoniale, anche soggetti single. Per tali ragioni la troveremo sempre in cima alla lista della nostra classifica e nel grafico nel punto con danno massimo e frequenza minima. Il rapporto tra frequenza di rischio e perdita potenziale è sempre il più alto in assoluto, ecco perché è conveniente assicurarsi.

Ma ora, come di consueto, approfondiamo alcune aree specifiche di indagine:

Rischio premorienza

In questa sezione viene valutato e tutelato il tenore di vita dei potenziali eredi in caso di premorienza di uno dei componenti del nucleo familiare. Il bisogno è determinato dall’età e dalle risorse autonome di ogni erede.

L’analisi va ad esaminare accuratamente quanto è necessario disporre per estinguere i debiti in essere (ad esempio mutui e prestiti personali); se e quanto spetta, come pensione effettiva ai superstiti; il cumulo e/o l’integrazione della pensione con i redditi in essere; i termini della tassazione.

Va evidenziato che per determinare il capitale di tutela necessario per il mantenimento della capacità reddituale della famiglia, in caso di premorienza (di coloro che apportano il reddito), è fondamentale conoscere la capacità economica attuale. Il totale del capitale necessario, viene calcolato sulla base della ripartizione del reddito impostato per i singoli eredi. La stima della perdita in caso di premorienza è limitata ai componenti adulti del nucleo familiare, che sono al contempo fonti di reddito.

Il rischio di premorienza del capofamiglia Mario, in base alla classifica è al primo posto. Di fatto nel nostro grafico della convenienza assicurativa, il rischio di premorienza si trova in una posizione con una bassa frequenza, ma associata a una grave perdita essendo il portatore di reddito principale dell’intero nucleo. Ciò sta a significare che sarebbe utile assicurarsi contro tale rischio, prendendo in considerazione un’assicurazione TCM, ad esempio. Tra l’altro va detto che, essendo un libero professionista, non è obbligato all’assicurazione INAIL. Pertanto, le ipotesi valutate in caso di invalidità sono calcolate per cause extra lavorative e considerando anche le “spese immediate”, ossia l’estinzione del mutuo acceso per ristrutturazione.

Allo stesso modo verrà indagato il rischio di premorienza di Rossella.

Rischio di Invalidità permanente

In questa sezione si definisce e si quantifica l’importo economico necessario per mantenere il tenore di vita della famiglia in caso di invalidità permanente dovuta ad infortunio (non da lavoro) o a malattia. Questo è uno dei primi rischi da valutare in quanto le conseguenze economiche, in caso di invalidità del capofamiglia, sono decisamente gravi: al mancato reddito da lavoro, va ad aggiungersi l’onere delle cure e l’assistenza all’invalido. Si deve anche dire che l’invalidità può compromettere parzialmente (o totalmente) la capacità lavorativa. La stima della perdita in caso di invalidità permanente è limitata ai componenti adulti del nucleo familiare, che sono fonti di reddito. Da tenere in considerazione il concetto di “capitale di tutela” per garantire le rendite integrative da affiancare alle pensioni.

Sulla base dei dati censiti, i redditi e la stima delle prestazioni garantite il rischio di rimanere invalidi per Mario merita senz’altro uno studio approfondito valutando eventualmente l’utilizzo di franchigie, di fatto si trova al secondo posto nella nostra classifica della convenienza assicurativa.

Rischio Incendio e Furto

Sulla base dei dati inseriti nella sezione patrimonio relativamente agli immobili di proprietà, ICap individua l’indice di rischio Incendio e Furto e rispettivamente il valore da assicurare.

L’evento incendio è causa di danni a due categorie di beni individuati in modo separato: il fabbricato e il contenuto (mobili, arredi, elettrodomestici, ecc.).

Nell’ampia accezione dell’evento “incendio”, si può produrre un danno di entità variabile, in funzione delle parti dell’immobile coinvolte dall’evento e della severità della causa. Esiste però un limite massimo di questo danno, nell’ipotesi che il fabbricato venga danneggiato irrimediabilmente, che è identificabile con il valore di ricostruzione a nuovo. Ora ogni risarcimento assicurativo implica una perizia per la stima corretta degli importi. Seguendo la logica adottata nei calcoli peritali (tabelle di costo medio delle camere di commercio) possiamo stimare il danno massimo (ovvero il valore di ricostruzione) tenendo in considerazione i seguenti fattori e dati di riferimento:

  1. importo medio del valore di costruzione del fabbricato ad uso residenziale, uffici, negozi, ecc. partendo dal valore a mc del prezziario della camera di commercio della provincia di ubicazione dell’immobile;
  2. volume del fabbricato in oggetto e di eventuali box auto;
  3. qualità di finitura ovvero dal pregio della tipologia dell’immobile;
  4. eventuali difficoltà di realizzazione del cantiere (accessi difficoltosi, centro storico, valore monumentale dell’immobile, etc.)

Conviene sottolineare che il valore così stimato risulta quasi sempre inferiore al valore di mercato dell’immobile, che comprende anche il valore del terreno, il pregio dell’area, il valore delle urbanizzazioni, il valore in pratica del luogo in cui è ubicato l’immobile. La stima corretta del valore di ricostruzione (che rappresenta la cifra massima dell’indennizzo conseguibile a prescindere dal massimale di polizza) evita il rischio non poco frequente di sovrastima del massimale, a vantaggio della spesa del cliente e della qualità del rapporto di consulenza. Chiaramente nelle formule di risarcimento a valore intero conviene stimare attentamente ai prezzi vigenti di mercato (magari eccedendo di un piccolo margine) e provvedere anno dopo anno all’adeguamento di questo valore all’indice con cui variano i prezzi di costruzione.

Anche il danno al contenuto è oggetto di perizia in caso di incendio e verrà risarcito in misura proporzionale all’effettiva perdita o con una cifra prefissata (il cosiddetto primo rischio assoluto, solitamente). In questo caso bisogna stimare attentamente il valore di tutti i beni contenuti nell’abitazione (escluso impianti, infissi e altre parti del fabbricato considerati parte integrante della costruzione stessa). In fase di perizia il valore del contenuto sarà stimato considerando i prezzi medi di mercato di beni analoghi a quelli eventualmente persi a causa dell’evento. Inoltre è bene ricordare che negli anni parte del valore del contenuto dell’abitazione segue per lo meno il trend dell’inflazione, e per altri beni invece si può presumere una forma di ammortamento/deperimento, pertanto è sempre corretto negli anni provvedere alla revisione della stima dei beni assicurati.

Il valore da assicurare, tenendo conto di quello di ricostruzione dell’immobile e il valore del contenuto a rischio incendio nell’abitazione, è di circa 260.000 euro. In questo caso l’indice di rischio è circa il 65%, ciò indica un’esposizione maggiore alla media nazionale, per le caratteristiche espresse di ubicazione e tipologia costruttiva del fabbricato.

Per quanto invece attiene al rischio furto, nella stima del danno massimo potenziale bisogna considerare solo gli oggetti che possono essere effettivamente rubati, solitamente beni di particolare pregio e facilmente trasportabili e non eccedere su beni che pur di valore solitamente non sono oggetto delle attenzioni dei ladri (a esempio tv grandi, statue, e similari), per evitare di sovrastimare il bisogno assicurativo. Per via delle caratteristiche dell’immobile e la collocazione il rischio furto risulta essere alto, ma l’entità del danno (30.000 euro, ossia il valore del contenuto a rischio furto) è marginale per questo motivo si trova nella nostra classifica all’ultimo posto e nel grafico della convenienza assicurativa nell’area dei rischi “da ritenere”.

Rischio salute

L’obiettivo di una copertura sanitaria è tutelare i componenti della famiglia dal rischio di spese ingenti per le cure in istituti privati, nel caso si faccia ricorso all’alternativa del servizio sanitario nazionale (SSN). I motivi che attualmente spingono nella direzione di questa alternativa sono molteplici: le liste di attesa dettate dai vincoli stringenti della finanza pubblica, la domanda sempre più esigente di benessere psicofisico, il proliferare di terapie di medicina alternativa non coperte dal SSN.

I costi per la salute sono molto variabili. Per fornire a titolo indicativo una misura del danno economico, si considerano i costi medi da sostenere per gli interventi ipotetici, partendo dal tariffario del SSN ed applicando una maggiorazione del 25% sul prezzo delle terapie e 100% sulla diaria di ricovero.

Il primo dato indica la costituzione del soggetto in esame stimata su un valore medio di natura statistica. Il bisogno economico per ricoveri è invece stimato sulla base dei costi di grandi interventi per la fascia d’età del soggetto. È evidente che la stima serve ad una valutazione approssimativa del bisogno salute solo a titolo indicativo e per poterlo confrontare con i restanti rischi. Gli indici di importanza sono ricavati dai questionari, confrontando il quadro con la media a livello nazionale. Importante, come già fatto rilevare in precedenza, l’indice di importanza dell’opzione privata che implica un dirottamento a questa soluzione quasi ineludibile soprattutto per persone di status socio-economico importante che devono poter ricorrere ad alternative private in caso di gravi malattie od interventi.

Bisogni di domani (obiettivi di pianificazione a lungo termine)

Qui vengono elencati tutti gli obiettivi di lunga pianificazione emersi in fase d’intervista. Nel nostro esempio possiamo osservare la tutela previdenziale di portatori di reddito. Nella colonna “Copertura reddito”, per ogni voce verrà indicata la percentuale che essa coprirà del reddito. Inoltre, nell’ultima colonna, verrà espresso il gap che dovrà esser colmato per raggiungere il tenore di vita atteso e intervenire attraverso misure di integrazione, quali la previdenza complementare.

Istruzione figli

L’istruzione dei figli è uno dei principali obiettivi familiari, che comporta costi dipendenti da diversi fattori: – il grado di istruzione dei ragazzi in crescita che intraprendono il percorso universitario; – l’aumento degli importi per la frequenza alle università statali e private; – la necessità di completare il curriculum con master post-universitari; – i costi da sostenere per vivere lontano da casa nel periodo degli studi…

A questo proposito, l’analisi stima i probabili costi dell’istruzione sulla base dei valori correnti delle tasse universitarie, sommando gli eventuali costi di mantenimento, trasferta, specializzazioni postuniversitarie, fuori corso, trasporto, materiale didattico… Una previsione di spesa a tale scopo aiuta a progettare scelte ponderate e in linea con le reali possibilità economiche a disposizione.

Nel caso della famiglia Bianchi, i figli presenti sono due: Andrea prossimo all’iscrizione universitaria con una forte attitudine all’economia e Marta, la piccolina di casa, a cui manca ancora qualche anno all’Università, ma che già dimostra un forte interesse a proseguire nella professione del padre.

Andrea sta già pensando di frequentare l’Università privata Bocconi di Milano, che offre senz’altro una preparazione altamente specialistica. Pertanto, sulla base delle informazioni raccolte in fase di colloquio relative al tipo di sistemazione, alla distanza da quest’ultima dall’ateneo, alla tipologia di trasporto utilizzata, etc., è calcolato il totale delle spese previste per l’intera durata degli studi, sia al valore di oggi che a quello del primo anno di frequenza conteggiando gli effetti inflattivi. Il capitale così calcolato è quindi da distribuire per il numero di anni previsti di studio.

Marta ha ancora qualche anno davanti prima di intraprendere la carriera universitaria, tuttavia è sicuramente d’aiuto nel processo decisionale, in quanto non è tanto importante la scelta dettaglia, relativa a un obiettivo che non conosciamo ancora con precisione, ma è importante conoscere le entità in gioco e soprattutto la variabilità in funzione delle diverse scelte possibili.


[1] Direttiva (UE) 2016/97, p. 47

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