Fmi: quest’anno il pil dell’Italia può salire del 4,2

DIPENDERÀ DALL’ANDAMENTO DELLA PANDEMIA E DALLE POLITICHE DI SUPPORTO. IL FONDO CHIEDE UN PIANO CREDIBILE PER CONTENERE IL DEBITO%
di Carlo Brustia
«La risposta politica dell’Italia alla pandemia è stata generalmente efficace nell’attenuare l’impatto della crisi sanitaria sulla popolazione e sull’economia» ma ora deve accelerare la campagna di vaccinazione. Lo sostiene il Fondo Monetario Internazionale alla fine della sua missione in Italia. «Il ritmo delle vaccinazioni dovrebbe essere accelerato e le misure di sostegno dovrebbero gradualmente esaurirsi con il regredire della crisi sanitaria e la ripresa economica». In Italia lo stimolo economico a supporto delle attività in difficoltà, «sarà necessario anche dopo la fine della crisi per limitare le cicatrici del mercato del lavoro, capitale sociale e per costruire un’economia più verde, intelligente e giusta», sostiene il Fondo. Quanto all’andamento economico, il pil italiano potrebbe crescere di circa il 4,25% nel 2021, con un’accelerazione nell’ultima parte dell’anno. Tuttavia le prospettive per l’economia dipendono dall’andamento della pandemia e dalle politiche di supporto. Il numero crescente di vaccini autorizzati e l’immunizzazione in corso consentirà l’uscita dalla pandemia, anche se le mutazioni emergenti potrebbero causare battute d’arresto. Nonostante il fortissimo rimbalzo nel terzo trimestre e la produzione tornata vicino ai livelli pre-Covid, il pil è sceso di quasi il 9% nel 2020, con i settori ricettivi, turistici e dei trasporti tra i più colpiti. Inoltre, avverte il Fondo, l’Italia deve mettere a punto un piano credibile per un calo significativo del debito: «la spesa necessaria per affrontare lo shock pandemico e garantire il recupero, dovrebbe essere accompagnata da un piano credibile per ancorare una riduzione significativa del debito». Quanto al settore bancario, per il Fondo le autorità dovrebbero pianificare «azioni tempestive e mirate per affrontare le singole banche in difficoltà»,specificando che «mantenere il flusso di credito alle imprese con buone prospettive è essenziale per sostenere il recupero». (riproduzione riservata)

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