I dividendi torneranno, ma solo in alcuni settori

di Carlo Brustia
Le prospettive per i dividendi globali nel 2021 sono complessivamente positive dopo il difficile 2020. Secondo il gestore di Columbia Threadneedle, Jonathan Crown, i dividendi di alcuni comparti come auto o energia, dovrebbero mostrare segnali di ripresa nei prossimi mesi. Nessun miglioramento, invece, per i settori intrattenimento e aerospazio. In questo scenario ancora fortemente scosso dalla crisi il consiglio dell’esperto è mantenere alta l’attenzione sulla redditività del capitale. Nel 2020 i dividendi sono arretrati di quasi l’8%, il pil è crollato e l’attività economica è precipitata in tutto il mondo. Dall’altra parte il ricorso allo smartworking ha accelerato il processo di digitalizzazione già in atto, penalizzando i flussi di cassa dei settori energetici, aerospaziali e dell’intrattenimento, maggiormente esposti al ciclo congiunturale e all’alta intensità di capitale circolante. «Quando i flussi di cassa di una società si prosciugano, la distribuzione dei dividendi viene messa in discussione. Nel caso del settore dei beni di consumo discrezionali il calo ha sfiorato il 30%», ha spiegato Crown, ricordando che anche i comparti meno colpiti dalla pandemia hanno scelto di non distribuire. Il risultato è stato anche un calo del 20% dei dividendi nel settore finanziario nel 2020. E per quest’anno? Columbia Threadneedle ha previsto un aumento del 10% dei dividendi. Solo per il settore dei materiali si stima un dato superiore a +15% grazie all’aumento dei prezzi delle materie prime e per il comparto industriale un +10%; mentre ci aspetta un rispristino dei dividendi solo per fine 2021 per banche e assicurazioni, date le misure stringenti delle autorità di regolamentazione ancora in vigore. Tra le società che avevano deciso di non corrispondere i dividendi nel 2020 per prudenza o per salvaguardare la propria reputazione, molte hanno ripreso i versamenti (a volte accompagnandoli con dividendi speciali) «e prevediamo che tale tendenza continuerà», ha stimato l’esperto.

Crown, alla luce di quanto accaduto, ha consigliato di far tesoro di due lezioni: la prima riguarda la sostenibilità dei rendimenti, un fattore di primaria importanza negli investimenti orientati al reddito. «Questo non fa che rafforzare la nostra preferenza per società che offrono redditi e crescita sostenibili, convinti come siamo che questo sia l’approccio migliore per ottenere un rendimento totale lungo tutto il ciclo», ha precisato il gestore. La seconda lezione è che la pandemia potrebbe modificare la composizione dei rendimenti del capitale nei prossimi anni. Molte società hanno colto l’occasione per ricalibrare i dividendi e riconoscono la flessibilità offerta dai riacquisti azionari e dai dividendi speciali. Lo stesso dicasi per le autorità regolamentari Ue del settore banche e assicurazioni, che hanno potuto appurare la maggior flessibilità di cui hanno beneficiato le loro omologhe statunitensi nell’interrompere i riacquisti azionari. Malgrado le precondizioni favorevoli per il 2021», ha concluso Crown, «è importante considerare la composizione dei rendimenti del capitale, e questo potrebbe essere un lascito duraturo della pandemia». (riproduzione riservata)

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