Consulenti finanziari. Si ricomincia da zero

di Sonia Ciccolella
Consob ha pubblicato l’11 marzo 2021 gli esiti della consultazione sulle modifiche al Regolamento intermediari in materia di requisiti di conoscenza e competenza del personale, avviata nel mese di luglio dello scorso anno. Anasf ha partecipato alla consultazione inviando il suo parere alla Commissione. Dopo due anni trascorsi ad uniformarsi alle stringenti regole introdotte da Consob, nel 2018 si torna al punto di partenza. L’Autorità ha infatti deciso di abbandonare, con il sostegno del Comitato degli operatori di mercato e degli investitori, di cui fanno parte, tra gli altri, i rappresentanti delle società mandanti, le regole puntuali finora applicate in materia di formazione e aggiornamento professionale, per adottare un approccio per principi generali. Verrà cioè effettuato, a partire dal prossimo 31 marzo, un rinvio diretto agli Orientamenti di ESMA su conoscenze e competenze, rimettendo agli intermediari la scelta di identificare le modalità operative idonee a garantire il rispetto da parte del proprio personale degli standard previsti. Non saranno pertanto più previste 30 ore annuali di aggiornamento obbligatorio o un test al termine del percorso formativo svolto. Ogni intermediario determinerà le ore necessarie per la formazione dei propri consulenti finanziari e anche le modalità in cui i corsi di aggiornamento saranno prestati. Se non altro, resterà vigente l’attuale modello normativo che prevede che per prestare consulenza in materia di investimenti deve esserci un bilanciamento tra qualifiche possedute e periodo di esperienza professionale minima, anche se si riduce il periodo di esperienza richiesto: si passa infatti dagli attuali dodici mesi, per chi ha superato l’esame di consulente finanziario, a soli nove mesi. Anasf si era fermamente opposta a questa riduzione ritenendo che il periodo di esperienza minimo per poter svolgere il servizio di consulenza non potesse in nessun caso essere inferiore ai 12 mesi previsti dalla disciplina vigente. La Consob ha giustificato questa riduzione con l’eliminazione della possibilità di dimezzare i mesi di praticantato a fronte del possesso di una certificazione acquisita in ambito economico-finanziario ovvero del superamento di un corso di formazione ad hoc.
Quanti neoconsulenti hanno di fatto dimezzato l’esperienza richiesta per aver conseguito un corso o una certificazione? L’esperienza non è maggiormente acquisibile sul campo? Se si vuole favorire il ricambio generazionale sarebbe stato più opportuno prevedere un periodo maggiore di praticantato con il supporto di un supervisore che consenta al giovane cf di acquisire il bagaglio di competenze necessarie per poter prestare efficacemente la professione. 

Del resto anche le caratteristiche del supervisore e le modalità di esercizio del controllo del cf junior saranno determinate direttamente dall’intermediario. Su richiesta dell’Associazione, Consob ha poi specificato che il consulente finanziario potrà essere sanzionato solo nell’ipotesi in cui non effettui l’aggiornamento professionale «secondo le procedure adottate dall’intermediario». La Commissione specifica inoltre che nulla vieta al consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede di implementare e completare il percorso formativo individuato dall’intermediario preponente, al fine di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale. Si conferma inoltre che non sussistono obblighi di aggiornamento professionale per i consulenti finanziari che pur essendo iscritti all’Albo risultano non operativi in quanto privi di mandato da parte di un intermediario. Sempre su richiesta di Anasf, Consob ha evidenziato che permane in capo all’intermediario l’obbligo di conservare la documentazione relativa alle procedure e alle misure adottate per garantire il rispetto della formazione e dell’aggiornamento dei propri consulenti e ha imposto all’intermediario di rilasciare al membro del personale che ne faccia richiesta idonea attestazione sui periodi di esperienza acquisiti e sull’attività di formazione e di sviluppo professionale svolta. Vedremo nel tempo se queste nuove misure saranno davvero efficaci. (riproduzione riservata)

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