UK, la grande maggioranza delle imprese non è assicurata per chiusura da coronavirus

La maggior parte delle società britanniche non ha una copertura assicurativa valida per il fermo di attività causato dall’epidemia da coronavirus. Lo ha detto l’Associazione degli assicuratori britannici (Association of British Insurer), dopo l’intervento di lunedì scorso con cui il governo britannico, uno dei più sordi al rischio pandemia, ha raccomandato alle persone di evitare ristoranti, bar locali, teatri e luoghi pubblici e di lavorare da casa ove possibile, ma non ha ordinato la chiusura di esercizi commerciali e uffici pubblici. Gli anziani e le persone con malattie croniche sono invitate a restare a casa, mentre lee scuole sono rimaste aperte, almeno fino a ieri.

Una mossa che ha suscitato forti critiche da parte del settore dell’hospitality, perché se pub, ristoranti, teatri e hotel dovessero chiudere per mancanza di clienti non otterrebbero alcun indennizzo dagli assicuratori, in quanto come spiegato dall’ABI le coperture standard di “business interruption” acquistata dalla maggioranza delle aziende non prevede la chiusura a causa di una malattia infettiva o la chiusura forzata da parte delle autorità. E se le grandi catene commerciali se la caveranno, i piccoli commercianti dalla quotidianità già traballante avranno decisamente molti più problemi per continuare a esistere, una volta passata l’emergenza.

Solo una piccola minoranza di aziende, in genere di grandi dimensioni, potrebbe aver acquistato un’estensione della copertura che prevede la chiusura a causa di qualsiasi malattia infettiva”, ha detto l’ABI. Nelle ultime settimane molti assicuratori hanno dichiarato di non essere fortemente esposti al coronavirus, proprio perché le aziende non hanno un’assicurazione con la copertura per le epidemie, sebbene possa essere acquistata in aggiunta alla soluzione standard.

Tuttavia, gli assicuratori potrebbero essere chiamati a dover pagare ingenti somme sull’assicurazione del credito commerciale se le aziende dovessero fallire a causa dell’impatto della pandemia sull’economia globale per non parlare dell’eventuale annullamento delle Olimpiadi di Tokyo.