Pensioni poco stellari

di Carlo Giuro

Il sistema italiano di previdenza complementare è in fase di crescita costante, ma si caratterizza ancora per un inadeguato livello di partecipazione per categorie come i giovani e le donne. Tra le classi che ancora non si caratterizzano per una adesione diffusa ai fondi pensione c’è poi quella dei dipendenti pubblici sia per un ancora non completezza di offerta (al momento sono attivi come soluzioni negoziali soltanto Espero e Perseo Sirio), sia per la complessità della normativa (si pensi alla specificità del tema Tfs/Tfr). È allora interessante esplorare un caso concreto come Perseo Sirio parlandone con Maurizio Sarti, direttore generale del fondo pensione.
Domanda. Qual è il livello di adesione?
Risposta. Perseo Sirio si rivolge a tutti i lavoratori della pubblica amministrazione contrattualizzati, con l’esclusione della Scuola e dell’Afam per i quali è attivo il fondo pensione Espero, oltre a dipendenti di altre realtà, operanti all’interno dei servizi, come l’Agenzia del Demanio, l’Anpas, il Coni e le Federazioni sportive. Ad oggi Perseo Sirio conta circa 70 mila associati, pari al circa il 5% dei potenziali aderenti. Nel 2019 ha registrato una crescita delle adesioni del +35,5%. Il patrimonio è di oltre 170 milioni di euro, distribuito in due comparti (Bilanciato e Garantito). Teniamo conto che nell’ambito dei comparti garantiti nel triennio 2016/2018 Perseo Sirio è risultato essere il fondo con i migliori rendimenti. Ma devo ammettere che il tasso di penetrazione della previdenza complementare nel settore pubblico resta ancora a un livello insoddisfacente.
D. Quali sono le specificità di funzionamento dei fondi pensione del pubblico impiego?
R. Sono molteplici. Prima fra tutte la cosiddetta figuratività di una parte della contribuzione, prevalentemente quella risalente al Tfr. Infatti, il Tfr destinato a previdenza complementare non viene versato concretamente al fondo pensione, ma resta nelle casse dell’Inps e dallo stesso istituto viene contabilizzato, rivalutato e conferito al fondo solo alla cessazione del rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione dell’associato. Ciò determina una minore capacità di capitalizzazione del fondo, ma il lavoratore associato nulla deve temere da questa figuratività, perché il suo risparmio previdenziale, accresciuto dalle rivalutazioni, gli sarà erogato secondo le modalità da lui richieste come prestazione complementare. Infine, ancora non è completo il percorso di adeguamento alla disciplina generale: cito in particolare la regolamentazione delle anticipazioni e dei beneficiari in caso morte.
D. Qual è il regime fiscale attuale di un dipendente pubblico che aderisce al proprio fondo pensione di comparto?
R. Con la legge di Bilancio per il 2018 il Parlamento ha reso parziale giustizia ai pubblici dipendenti estendendo anche a loro lo stesso regime fiscale vigente per la generalità dei cittadini italiani, ma solo a decorrere dal 2018. Tutta la regolamentazione relativa alle prerogative individuali della riforma del 2005 resta inapplicata per i dipendenti pubblici. Per fare solo un esempio, in caso di morte gli aventi diritto al riscatto integrale della posizione maturata dall’associato sono, in ordine stretto, coniuge, figli, genitori se fiscalmente a carico e, solo per ultimo, un beneficiario diverso da questi, nominato dall’aderente; mentre la riforma del 2005 prevede, in primis, il beneficiario nominato dall’aderente e, solo in sua assenza, gli eredi legittimi.
D. Anche in Perseo Sirio si applica l’adesione contrattuale. Qual è il bilancio?
R. Con il Contratto collettivo Funzioni Locali 2016/2018 le parti hanno inaugurato, anche per una parte del pubblico impiego, l’adesione contrattuale. Mi riferisco ai corpi di Polizia Locale che a partire dalla sottoscrizione del contratto collettivo possono godere dell’adesione contrattuale a condizioni certamente vantaggiose in termini di costi. Il finanziamento di questa forma di adesione avviene attraverso una quota, come consentito dall’articolo 208 del Codice della Strada, delle sanzioni amministrative pecuniarie riscosse dagli enti. Ma non tutti i Comuni destinano parte di quei proventi al finanziamento della previdenza complementare per gli agenti di polizia locale. A tutt’oggi risultano iscritti a Perseo Sirio oltre 17 mila agenti e siamo in attesa dei 6 mila di Roma, che solo recentemente ha sottoscritto con le Organizzazioni sindacali l’accordo sulle quote multa. Nel frattempo stanno crescendo gli associati contrattuali che, liberamente, decidono di trasformare l’adesione contrattuale in adesione ordinaria, fruendo dell’ulteriore contributo del datore di lavoro, previsto dal Contratto collettivo per tutti i lavoratori pubblici.
D. Quali sono i motivi di un non pieno sviluppo della previdenza complementare del pubblico impiego?
R. In primo luogo il gap informativo. A seguire la confusione normativa che non aiuta i lavoratori pubblici a comprendere esattamente quali sono le condizioni e i vantaggi del fondo pensione contrattuale e talvolta anche i loro diritti contrattuali. Occorrerebbe in primo luogo completare il percorso normativo di estensione delle regole generali al pubblico impiego e avviare una campagna di informazione istituzionale. (riproduzione riservata)

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