Mediolanum Personal PIR frenato dai costi

Il prodotto sfrutta i vantaggi fiscali della normativa PIR, ma il livello commissionale limita le performance attese

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

Mediolanum Personal PIR è un contratto di assicurazione sulla vita di tipo unit linked a vita intera, quindi di Ramo III. Può essere declinato sia in forma di premio unico che attraverso premi programmati. Il prodotto coniuga esigenze di natura assicurativa e finanziaria, attraverso l’investimento in fondi interni che in asset class azionarie, bilanciate, flessibili e obbligazionarie. Il contratto rientra tra gli investimenti qualificati destinati alla costituzione di un Piano Individuale di Risparmio a Lungo Termine (PIR), beneficiando dell’agevolazione fiscale particolarmente vantaggiosa – periodo minimo di detenzione delle quote pari a 5 anni – che funge da catalizzatore per questa forma di investimento. Il contraente, sulla base della propria propensione al rischio, sceglie di destinare come allocare il premio purchè almeno il 60% venga investito in fondi interni della compagnia o del gruppo Mediolanum. Ovviamente non è prevista alcuna garanzia sul capitale né un rendimento minimo garantito, e il controvalore del prodotto dipenderà dalle oscillazioni di prezzo delle attività finanziarie sottostanti. La combinazione presa in esame in questo caso si appoggia al prodotto a premio unico con il premio interamente dedicato al fondo Mediolanum Flessibile sviluppo Italia. Il premio dovrà essere compreso tra minimo 2500 euro e massimo 30 mila euro, con un versamento minimo per ogni singolo fondo pari a 500 euro, anche se è prevista la possibilità di versare premi aggiuntivi. Gli importi destinati nel PIR non possono essere superiori a 30 mila euro per ciascun anno solare ed entro un limite complessivo di 150 mila euro sul contratto. E’ concesso il riscatto (parziale o totale) gratuito a partire da 6 mesi dalla decorrenza del contratto. La prestazione in caso di decesso dell’assicurato coincidente il contraente prevede il pagamento ai beneficiari del 101% del controvalore complessivo delle quote dei fondi. Trascorsi 10 anni dalla decorrenza del contratto il contraente ha la facoltà di richiedere, in caso di riscatto totale o parziale della polizza, la conversione del valore di riscatto o di una parte di esso in una rendita annua che potrà essere in diverse forme. Vitalizia, reversibile, certa pagabile per i primi 5 o 10 anni e successivamente vitalizia. Ma si potrà richiedere anche il pagamento di una parte del valore di riscatto in forma capitale e la restante parte in rendita, in una delle forme sopra indicate. Il tutto a patto che l’assicurato reversionario abbia al momento della richiesta di conversione un’età compresa tra i 55 e gli 85 anni. In merito alla gestione finanziaria la compagnia svolgerà un’apposita attività di Salvaguardia qualora si verifichino determinati eventi riguardanti i fondi sottostanti, eventualmente trasferendo il capitale sul fondo interno con minore volatilità tra quelli abbinabili al contratto. Il motore finanziario, rappresentato dal fondo Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia, mira ad un incremento moderato del capitale con un orizzonte temporale medio-lungo. Compatibilmente con i limiti previsti dalla normativa vigente, il fondo può investire anche in titoli obbligazionari emessi da piccole e medie imprese italiane, i cosiddetti minibond. Sul periodo di detenzione raccomandato nel Kid, pari a 5 anni, si possono valutare le stime di performance in base ai differenti scenari per i mercati di riferimento, dove l’elemenot problematico è rappresentato dai costi toppo elevati. E così, già al netto dei costi, la compagnia stima una perdita media annua pari al 7,86% annuo nello scenario più sfavorevole, che si ferma invece ad un utile medio anno del 1,64% in caso di mercati molto positivi. A contribuire ad uno squilibrio così svantaggioso sono i costi, che si fotografano al 4,1% medio annuo anche dopo 5 anni di investimento. (riproduzione riservata)

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