La Ue chiede più golden power

di Luisa Leone
L’Ue spiana la strada al rafforzamento del golden power allo studio del governo italiano. In una comunicazione alle capitali la Commissione ha invitato infatti a rafforzare la presa sugli asset strategici per l’Unione, a partire da quelli del settore della salute, particolarmente sensibili ai tempi della pandemia da Coronavirus, ma non solo. «Tra le possibili conseguenze dell’attuale shock economico c’è un aumento del rischio potenziale per le industrie strategiche, in particolare per quelle collegate alla salute, ma non limitato solo ad esse», si legge nel documento.
Certo tutto ciò che è collegato alla lotta al virus è sotto la lente e le prime pedine si stanno già muovendo: la Germania per esempio pochi giorni fa ha alzato le barricate di fronte ai rumors di un interesse americano per la biotech tedesca CureVac, che ha allo studio un vaccino contro il Covid-19s. E anche l’Italia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, si starebbe muovendo per proteggere aziende del comparto, come Diasorin per esempio (ma non solo), che ha lanciato un test rapido per la diagnosi del Coronavirus, già autorizzato dalla Fda Usa, dopo aver ricevuto proprio dagli States finanziamenti per sviluppare lo screening.

Intanto il M5S ha presentato un ordine del giorno al decreto Cura Italia (in conversione al Senato), a prima firma di Agostino Santillo, che va proprio in questo senso, chiedendo al governo di ampliare al settore della salute le protezioni previste dai poteri speciali. Mentre un pacchetto di emendamenti a firma Adolfo Urso, Fd’I, vicepresidente del Copasir, prevede di estendere il golden power a banche e assicurazioni, con la copertura estesa anche ai player europei, seppur solo per un anno. Una postilla che assume un valore particolare se si pensa che Urso, come componente del Copasir, è a conoscenza delle segnalazioni degli 007 italiani sui rischi di scalata cui sono soggette le nostre imprese quotate. D’altronde, come anticipato da MF-Milano Finanza, nelle settimane passate le Generali, ma anche altri titoli del settore finanziario e creditizio, sarebbero stati oggetto di movimenti anomali in borsa da parte di player stranieri. Una situazione chiara anche a Bruxelles che nella Comunicazione annota che in caso di investimenti di Paesi terzi in aziende con «valutazioni sui mercati dei capitali che siano considerate ben al di sotto del loro valore reale o intrinseco, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di introdurre restrizioni». Infine, tra gli emendamenti in tema golden power, c’è anche quello che prevede la possibilità per Cassa Depositi e Prestiti di investire direttamente nel capitale delle aziende in funzione antiscalata. Tuttavia, come annunciato dal premier Giuseppe Conte, è probabile che la riforma dei poteri speciali sia inserita nel così detto decreto Aprile, anche se sia l’ampliamento dei poteri ai settori sanitario, bancario e assicurativo, che l’utilizzo di Cdp in funzione difensiva, sarebbero già tra le opzioni allo studio del governo. (riproduzione riservata)

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