La reazione del Leone

Generali chiude il 2019 con 2,67 miliardi di utili e lancia un fondo da 100 mln contro il coronavirus. Il cui impatto sui mercati potrebbe creare opportunità di m&a, dice il ceo Donnet a ClassCnbc

di Carlo Brustia MF-DowJones
Risultato operativo record di 5,19 miliardi (+6,9%), utile a 2,67 miliardi (+15,7%), dividendo a 0,96 euro per azione. I conti positivi di Generali del 2019 fotografano un passato che sembra molto più lontano di soli due mesi e mezzo. La pandemia infatti costringe a rivedere i piani e a prendere misure di emergenza. Come il Fondo Straordinario Internazionale fino a 100 milioni di euro approvato dal cda della compagnia assicurativa triestina per sostenere la lotta al coronavirus.
In un’intervista a ClassCnbc (il video su milanofinanza.it) l’amministratore delegato Philippe Donnet spiega che i primi 30 milioni verranno messi subito a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e della Protezione Civile attraverso il coordinamento del nuovo commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. «Ci è sembrato doveroso dimostrare il nostro sostegno concreto alla prima delle nostre comunità in questo momento di grande difficoltà per tutti», spiega Donnet. A questa iniziativa seguirà la possibilità, in alcuni casi, di ritardare il pagamento dei premi o di beneficiare di sconti, oltre che aiuti alle reti distributive. «La nuova produzione sarà ritardata e ciò potrebbe creare problemi ai nostri colleghi; lo vogliamo evitare», dice Donnet.
I risultati dell’anno scorso sono una base solida per affrontare le conseguenze della pandemia, ma Generali sta preparando anche contromisure in diverse aree di business. «Partiamo da una raccolta nel Vita che è stata la più alta di tutto il mercato a livello internazionale», ricorda Donnet. «Su questo fronte la situazione di queste settimane avrà un impatto diretto, perché la nuova raccolta sarà ritardata; non scomparirà, arriverà solo più tardi. Tra le altre conseguenze ci aspettiamo un calo della sinistrosità Rc Auto, ovviamente perché la gente gira molto di meno. Ma l’impatto più significativo sarà sulla assicurazione viaggi, quindi soprattutto sul business di Europe Assistance».
Donnet si aspetta che a livello di gruppo l’impatto principale sarà quello legato agli aspetti finanziari. «Non ci troviamo di fronte a una crisi finanziaria, ma al contagio del virus sui mercati azionari. Il calo delle borse ha qualche impatto sul nostro bilancio, ma sarà di breve termine, non lo consideriamo strutturale».
A proposito di finanza, il ceo di Generali rassicura sulla tenuta dei 62,7 miliardi di euro in Btp in portafoglio. «Quello che è accaduto dopo le decisioni della Bce non cambia la nostra posizione. Noi non facciamo trading di Btp, siamo investitori di lungo termine. Quello che conta per noi è il matching tra asset e liabilities e il nostro pacchetto di Btp è in linea sotto questo aspetto. Inoltre Lagarde ha dichiarato che non ha intenzione di frammentare la zona euro, quindi non siamo molto preoccupati per lo spread italiano».
Intanto in pochi giorni sui mercati sono cambiati in maniera importante multipli e valutazioni delle società investite dalle ondate di panic selling. E Donnet continua a guardare con interesse alle opportunità che si possono aprire per crescere sui mercati internazionale. «La nostra strategia rimane assolutamente valida», spiega. «L’implementazione di questa strategia dovrà essere adeguata a nuove ricognizioni di mercato. Significa che dobbiamo essere opportunistici, perché forse ci saranno ancora più opportunità per m&a a prezzi più bassi, ma allo stesso tempo rimanere disciplinati nella scelta delle operazioni, come abbiamo fatto fino ad oggi. Forse le condizioni di mercato ci richiederanno di fare un update delle priorità strategiche per quanto riguarda l’m&a, ma questo non cambia il cuore della nostra strategia».
Impossibile oggi fare previsioni sulla durata della crisi sanitaria e sulle conseguenze per l’economia. Ma Donnet, francese amante dell’Italia, è nella posizione ideale per mettere a confronto le risposte in corso nei due Paesi. «Direi che le due linee si stanno avvicinando man mano. Quello che conta è non andare nel panico. Dobbiamo essere molto seri nell’osservare le regole definite dallo Stato italiano o dallo Stato francese. La disciplina individuale e la disciplina collettiva sono molto importanti; rappresentano l’unico modo per limitare il contagio. Più saremo disciplinati, prima vedremo la fine di questa crisi». (riproduzione riservata)

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