Ivass fa il test alle assicurazioni

do Anna Messia

La consegna del primo compito in classe è prevista per oggi ma l’esame delle compagnie di assicurazione davanti all’Ivass, l’autorità di controllo del settore, per valutare gli effetti del coronavirus sarà in continua. L’istituto presieduto da Daniele Franco nei giorni scorsi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha inviato alle imprese assicurative che operano in Italia una lettera per conoscere il loro valore di solvibilità (Solvency II) alla data del 13 marzo scorso. Il risultato è atteso appunto per oggi e secondo le voci che circolano nel settore ci sarebbe più di qualche compagnia con un indice vicino al livello di allerta. Del resto il 13 marzo si era registrato un picco particolarmente alto dello spread sui Btp mentre la curva dei tassi si era fortemente abbassata. Una tempesta perfetta e da allora la situazione è un po’ migliorata ma Ivass non abbassa la guardia desiderosa di avere una fotografia continuamente aggiornata sulle imprese tanto da avere chiesto alle compagnie di ricalcolare i dati sul Solvency II ogni settimana. L’istituto presieduto dal direttore della Banca d’Italia guarda poi con particolare attenzione anche il dossier delle cedole che le imprese hanno intenzione di riconoscere sui bilancio 2019. L’anno scorso è stato decisamente positivo per il settore e non mancano quindi dividendi da pagare agli azionisti ma questo è anche un momento decisivo per mettere un po’ di fieno in cascina utile ad affrontare con maggiore serenità la volatilità e il crollo dei mercati determinati dall’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Una posizione condivisa con Eiopa, l’Ivass europea, che la scorsa settimana ha aperto a ipotesi di interventi per attenuare la rigidità dei meccanismi di Solvency II. Eiopa ha fatto sapere in particolare che «continuerà a monitorare la situazione» e che «è pronta ad adottare e a proporre all’Unione Europea qualsiasi misura necessaria per mitigare l’impatto della volatilità del mercato sulla stabilità del settore assicurativo in Europa e a salvaguardare la protezione degli assicurati». Ma allo stesso tempo ha anche chiesto alle imprese di essere prudenti nella distribuzione dei dividendi per preservare la loro posizione di capitale. E ovviamente l’invito vale anche per le imprese italiane esposte più di altre alla volatilità dei titoli di Stato. (riproduzione riservata)

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