Infermieri senza indennità da malattie infettive

di Gaetano Costa
È un virus altamente contagioso. Eppure gli infermieri e gli operatori socio sanitari che ogni giorno sono a stretto contatto con gli infetti da Covid-19 non hanno l’indennità da malattie infettive. La denuncia arriva dal Nursid, il sindacato delle professioni infermieristiche. E riguarda l’Asl To4 del Piemonte, azienda che ha sotto la propria giurisdizione gli ospedali di diverse zone della regione, dal Canavese a Venaria Reale.
Con una prima nota datata 23 marzo l’Asl To4 aveva comunicato «l’avvio del riconoscimento dell’indennità da malattia infettiva per il personale, sia infermieristico, sia Oss, che presta la propria attività lavorativa presso i reparti adibiti ai pazienti Covid-19». Successivamente l’azienda ha diramato un nuovo comunicato per informare che «al fine di adottare una linea comune con tutte le Asl/Aso della Regione Piemonte» il contenuto del precedente documento «è da ritenersi sospeso in attesa di eventuali integrazioni/modificazioni».
Secondo il Nursid gli infermieri e gli operatori socio sanitari, già allo stremo delle forze fisiche e psicologiche, hanno il sacrosanto di diritto di vedersi riconosciuto l’indennizzo da malattie infettive. «È con enorme disappunto, dopo aver scritto una lettera aperta al direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone, l’aver appreso che al momento infermieri e operatori socio sanitari che da giorni stanno erogando assistenza in condizioni estremamente impegnative non si vedranno riconosciuti l’indennità di malattie infettive», ha spiegato il segretario del sindacato, Giuseppe Summa, in una nota pubblicata dalle testate locali.
«Non sappiamo quali siano state le motivazioni che hanno portato a questa scelta, ma abbiamo scritto nuovamente all’azienda», ha proseguito Summa. «In questo difficile momento i lavoratori hanno bisogno di sentire riconosciuto il loro sacrificio. Ci sono a disposizione dei residui degli anni precedenti che potrebbero essere utilizzati per pagare i salti di riposo che il personale sta effettuando, remunerare il disagio o garantire comunque incentivi, ma a oggi non abbiamo risposte».
Il sindacato degli infermieri si è rivolto anche al governatore di centrodestra del Piemonte, Alberto Cirio. «Ci sono lavoratori che garantiscono il servizio senza poter sempre avere garanzia di un pasto, eppure si vedono decurtare ugualmente mezz’ora di pausa», ha sottolineato Summa. «Non abbiamo nemmeno garanzie sul pagamento dello straordinario che i dipendenti stanno effettuando. E a quei pochi fortunati che riescono a effettuare una doccia prima di fare ritorno al domicilio non sappiamo se potrà essere riconosciuto l’orario in eccedenza. È inammissibile».
«Abbiamo anche scritto alla Regione affinché vengano stanziate urgentemente risorse aggiuntive. Inoltre abbiamo sollecitato l’azienda a procedere con assunzioni, visto che dai dati forniti dalla Regione Piemonte l’Asl To4 è tra quelle col dato più basso. Di questo passo, tra aumento del carico assistenziale e colleghi che si stanno ammalando, si rischia il collasso. Infermieri, Oss e operatori sanitari meritano rispetto e risposte concrete».
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