HDI Crescita Sicura per chi non vuol rischiare

Il prodotto è altamente difensivo per via della gestione separata come unico motore di performance, con rendimenti attesi deboli

di Fausto Tenini e Alessandro Lazzari * (Assinews)

La polizza HDI Crescita Sicura è un prodotto a vita intera a capitale rivalutabile e premio unico, con possibilità di versamenti aggiuntivi. La finalità ottenere, dietro pagamento di un premio unico iniziale e di eventuali versamenti aggiuntivi, un capitale che si rivaluta annualmente in base al rendimento della gestione separata Fondo Futuro, che come tipicamente accade per questa forma di investimento mira ad un portafoglio a bassa volatilità sia per gli asset in portafoglio che per la metodologia di contabilizzazione degli asset (a costo storico e non a valore di mercato). La compagnia dichiara entro il 31 dicembre di ciascun anno il rendimento della gestione separata e la rivalutazione annua applicabile al prodotto al netto di una percentuale fissa che viene trattenuta dalla società, pari a 1,30% annuo. Nel caso in cui il rendimento della gestione separata ecceda il 3%, la società trattiene una ulteriore quota del rendimento pari a 0,02% per ogni 0,10% di tale eccedenza, come bonus per gli ottimi risultati gestionali ottenuti. La maggiorazione del capitale una volta comunicata al contraente diventa definitiva. HDI garantisce una misura annua minima di rivalutazione pari allo 0%, che significa che il capitale netto versato in ogni caso non può diminuire. La prestazione assicurativa in caso di vita prevede il pagamento del controvalore del capitale rivalutato in gestione separata, e anche il caso morte è allineato. Il cliente, trascorso un anno dalla data di decorrenza del contratto, potrà richiedere riscatti, parziali o totali, della propria posizione. Il premio unico iniziale deve essere di importo non inferiore a 50 mila euro. Successivamente alla conclusione del contratto il contraente può effettuare versamenti aggiuntivi di importo non inferiore a 10 mila euro, e i versamenti aggiuntivi possono essere effettuati in qualsiasi momento. I versamenti nella gestione separata Fondo Futuro sono soggetti al limite di importo pari a un milione di euro, applicato ad una contraenza unica. La società si riserva di verificare l’esistenza di eventuali relazioni attraverso una apposita dichiarazione che deve essere compilata dal contraente per importi in entrata maggiori di 300 mila euro. Il prodotto si rivolge a clienti al dettaglio caratterizzati da una conoscenza ed esperienza bassa dei mercati e degli strumenti finanziari e da una bassa propensione al rischio, accontentandosi di una moderata rivalutazione del capitale nel tempo senza esporre il capitale investito a perdite dovute alle oscillazioni dei mercati finanziari. Il prodotto è a vita intera, pertanto la durata del contratto coincide con la vita dell’assicurato, che alla sottoscrizione del contratto deve avere tra 18 e 88 anni. La liquidazione del valore di riscatto è concessa purché sia trascorso almeno un anno dalla data di sottoscrizione. In merito alla componente finanziaria, la gestione separata Fondo Futuro mira ad offrire un risultato stabile nel medio e lungo periodo, grazie a scelte di investimento che puntano ad un contenimento dei rischi che mantenga stabile il profilo di rischio della gestione. Da prospetto almeno il 70% degli attivi dovranno essere costituiti da titoli obbligazionari, e l’esposizione in azioni e fondi non potrà superare il 10% del patrimonio della gestione. Ogni investimento in titoli obbligazionari può riguardare solo emittenti ad elevato merito creditizio e almeno il 30% dei titoli obbligazionari dovranno essere costituiti da titoli di Stato (o semigovernativi o garantiti dallo Stato). Il portafoglio al 31 ottobre 2019 presentava una quota di titoli di Stato italiani pari al 34%, ma il rosso del basket (49% circa) è allocato su obbligazioni in euro. Il rendimento nel 2019 di questa gestione si è attestato al 2,71%, in lieve ribasso rispetto al 2,84% ottenuto nel 2018, sempre al lordo delle trattenute della compagnia. Grazie a questi parametri, si stimano nel Kid, già al netto di tutti i costi, valori confortanti di rendimento atteso. Nello scenario peggiore si può perdere mediamente ogni anno, dopo 5 anni, lo 0,22% dl capitale investito, che si tramuta in un guadagno del’1,18% annuo nel caso più favorevole. (riproduzione riservata)