Stato garante per gli insoluti

di Roberto Lenzi
La Commissione europea ha approvato la garanzia del 33% concessa dallo stato italiano per sostenere le piccole e medie imprese colpite dall’emergenza Covid-19. Questo consentirà alle imprese di avere una forza contrattuale più alta nel momento in cui dovranno concordare le nuove rate di pagamento. Il governo italiano ha previsto, con il decreto Cura Italia (n. 18/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020), una moratoria dei debiti contratti presso le banche. Questa riguarda l’obbligo di mantenere le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella del 17 marzo scorso. Gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati, in tutto o in parte, fino al 30 settembre 2020. La moratoria riguarda anche i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020. I contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni. Lo spostamento riguarda anche i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020. Anche in questo caso, il pagamento è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. È facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
L’intervento della garanzia. Alla scadenza del 30 settembre, le imprese si troveranno nella condizione di dover rimborsare quanto non pagato in precedenza. A questo punto, potrà intervenire lo Stato con una garanzia, se pur nella misura parziale del 33%, per invogliare le banche a dilazione il debito accumulato. La copertura della garanzia riguarda le esposizioni finanziarie di cui sopra ed è a tempo. La moratoria resterà in vigore fino al 30 settembre 2020, mentre la garanzia si protrarrà per 18 mesi. La garanzia copre gli obblighi di pagamento rientranti nella moratoria e il rischio assunto dallo Stato è limitato al 33%. Gli intermediari finanziari sono tenuti a tentare il recupero del credito in prima persona prima di ricorrere alla garanzia dello stato. Per assicurare che la misura vada a beneficio soltanto delle pmi che incontrano difficoltà a causa dell’emergenza del coronavirus, i beneficiari ammissibili devono non aver avuto esposizioni deteriorate prima del 17 marzo 2020. Devono altresì certificare che la loro attività d’impresa ha risentito degli effetti economici dell’emergenza del coronavirus. In questo modo, il sostegno potrà essere disponibile rapidamente e limitarsi ai soggetti che ne hanno reale bisogno in questa situazione senza precedenti.
Già 14 regimi temporanei approvati in sede europea. Questo aiuto temporaneo italiano è il quattordicesimo approvato dalla Commissione europea in pochi giorni, all’interno dello schema temporaneo per la concessione di aiuti di Stato fino a 800 mila euro. In testa ci sono la Germania e la Danimarca con ben 3 regimi di aiuto già approvati, sia in forma di prestiti che di garanzie che di aiuti diretti, seguite dall’Italia con due regimi di aiuto già approvati. Oltre a questo della moratoria, infatti, è già stato approvato ed è già operativo da ieri il nuovo aiuto da 50 milioni di euro per sostenere le imprese nella produzione di dispositivi medicali e di protezione individuale legati all’emergenza Covid-19. Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Il quadro temporaneo integra le numerose altre possibilità di cui gli stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza del coronavirus.
Sace-Simest e Unicredit, plafond da un miliardo di euro per le imprese. È in arrivo un miliardo di euro da Sace-Simest e Unicredit per sostenere le imprese italiane nell’emergenza Covid-19. L’annuncio congiunto delle due strutture informa sull’accordo siglato per sostenere le imprese italiane, in particolare pmi e Mid. Le risorse consentiranno alle imprese di superare le difficoltà legate a momentanei ritardi nei flussi di incasso degli ordini e delle commesse in essere e permetteranno di far fronte alle limitazioni nelle consegne ai clienti o dai fornitori, garantendo, quindi, continuità nell’operatività con i mercati internazionali. Attraverso il plafond dedicato da 1 miliardo di euro, saranno offerti finanziamenti a breve termine fino a 18 mesi, erogati da UniCredit e garantiti da Sace, a favore delle aziende clienti della banca, per far fronte alle esigenze di capitale circolante e permettere a queste di assorbire al meglio lo shock subito dalla filiera produttiva nazionale e internazionale a seguito della diffusione in tutto il mondo del Covid-19. Per quanto riguarda Sace, la partnership con UniCredit rientra all’interno di un pacchetto più ampio di misure da 7 miliardi di euro, recentemente lanciato da tutto il Gruppo CDP, per sostenere in maniera più ampia l’operatività delle imprese italiane.
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