Agenti di commercio ok, ma i soldi dall’Inps

Andrea Bongi

Il bonus di 600 euro andrà anche agli agenti di commercio. Questo a differenza di quanto affermato dal Mef solo pochi giorni fa.
Ripercorriamo con ordine la vicenda. Venerdì 27 marzo tra le Faq pubblicate sul sito del Ministero dell’economia figura anche la seguente: gli agenti di commercio che oltre all’iscrizione alle gestioni speciali Ago hanno l’obbligo di essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria come l’Enasarco, hanno diritto al bonus di 600 euro? Lapidaria la risposta: gli agenti di commercio, essendo iscritti all’Enasarco, sono esclusi dalla platea dei destinatari dell’articolo 28, che riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Risposta assolutamente in linea con il disposto normativo che ammette alla possibilità di richiedere l’indennità dei 600 euro soltanto coloro che non siano iscritti ad altra gestione previdenziale obbligatoria diversa da quella della gestione separata Inps. Quando la vicenda relativa agli agenti e rappresentanti di commercio sembrava dunque avviata all’unica possibile soluzione, ovvero alla correzione della norma durante i lavori di conversione in legge del decreto n. 18, ecco che durante il pomeriggio di sabato 28 marzo qualcosa, all’improvviso, cambia, dopo l’annuncio del ministro del lavoro Nunzia Catalfo della firma del decreto attuativo delle indennità, in cui sono ricompresi anche gli ordinistici (si veda altro articolo in pagina). Andando sul sito del Mef e posizionandosi sulla stessa Faq di cui sopra, quindi, si nota che la risposta è totalmente diversa. Ora si legge, alla stessa domanda, la seguente risposta: «Gli agenti di commercio sono inclusi nella platea dell’articolo 28». Resta, però, un problema perchè il decreto del Ministero del lavoro fa riferimento alle casse private come soggetti erogatori delle indennità agli ordinistici, mentre per gli agenti di commercio sono ricompresi nei beneficiari dell’articolo 28, perciò dovrebbero ricevere l’indennità non da Enasarco ma dall’Inps.
La risposta quindi, ad ora, è totalmente priva di qualsiasi supporto giuridico. Non può, nemmeno il Ministro dell’economia e delle finanze, ricomprendere all’interno di una norma agevolativa una categoria di soggetti che non possiedono i requisiti per l’accesso. Perché se la norma non viene modificata durante i lavori parlamentari l’Inps, una volta ricevuta la richiesta di un agente di commercio iscritto anche all’Enasarco, non potrà che respingerla.
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