Un postino, cento lavori

Il gruppo cavalca l’e-commerce per distribuire 100 milioni di pacchi e farsi largo nei pagamenti. Piani ambiziosi per risparmio e polizze. E i numeri 2018 hanno iniziato a dare ragione a Del Fante
di Anna Messia

Dal reddito di cittadinanza alla consegna dei pacchi con droni e veicoli a guida autonoma, dalla vendita della polizze Rc Auto alla spinta su mutui e pagamenti digitali. Le Poste Italiane sembrano pronte a lanciarsi in business molto diversi tra di loro che come filo conduttore hanno il fatto di poter mettere a frutto l’enorme rete di vendita del gruppo, formata da oltre 12.800 uffici sparsi in tutta Italia. La sfida più complicata che le Poste Italiane hanno davanti per i prossimi anni è probabilmente quella di riuscire a bloccare gli effetti negativi determinati dal declino della corrispondenza, compensandoli con lo sviluppo nella consegna dei pacchi. Impegni che il ceo Matteo Del Fante ha messo nero su bianco nel business plan Deliver 2022 presentato a febbraio dello scorso anno a Piazza Affari, che prevede di passare dalla consegna di 35 milioni di pacchi del 2017 ad oltre 100 milioni di pacchi, con un ebit del settore posta e pacchi che a fine piano dovrebbe raggiungere il pareggio, rispetto al rosso di 517 milioni nel 2017. Poste dovrà cioè riuscire a cavalcare la crescita dell’e-commerce in Italia, salito al 7% del mercato nel 2017 rispetto al 4% dell’anno prima.
Da servire ci sono colossi come gli americani di Amazon e i cinesi di Aliexpress che hanno la forza per chiedere a Poste un servizio di consegna puntuale e apprezzato dai clienti. Per recuperare il terreno perso negli anni passati nella consegna dei pacchi (quando a crescere erano stati concorrenti come Tnt e Dhl) Poste Italiane ha deciso così di investire un miliardo sull’innovazione e su nuovi centri di smistamento, e non solo. Sono stati raggiunti accordi con i sindacati per introdurre un nuovo sistema di consegna dei postini (Joint delivery model), che per i pacchi include il recapito anche la sera e week-end, e si sta ragionando sulle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, dai droni alle auto senza conducente. Mentre parallelamente crescono i punti di consegna alternativi, come i lockers di Amazon , o le tabaccherie, dopo che Poste Italiane ha siglato un accordo con la Federazione Italiana Tabaccai.
L’obiettivo del piano è impressionante con l’intenzione di Poste Italiane di raggiungere 8 mila punti di ritiro, alternativi agli uffici postali, entro il 2022 rispetto ai 420 attuali. Pure Mistar Air, la compagnia aerea del gruppo che negli anni passati ha richiesto più volte iniezioni di capitale, è stata messa a completa disposizione delle consegne postali, eliminando il trasporto viaggiatori. Poste sta così creando un’infrastruttura che non ha rivali in Italia per tentare di sbaragliare la concorrenza nella consegna dei pacchi e i numeri del 2018 hanno iniziato a dargli ragione: il risultato operativo del comparto postale è migliorato dalla perdita di 517 milioni del 2017 a -430 milioni e c’è stata una crescita nella consegna dei pacchi da 35 a 45 milioni. Numeri apprezzati dagli analisti, come del resto tutti i risultati raggiunti nel 2018 sia in termini di ebit, salito a 1.499 milioni (+33,5%) che di utile netto, lievitato a 1.399 milioni, rispetto ai 709 milioni del 2017, grazie anche a voci fiscali straordinarie per 385 milioni. Tanto che subito dopo la presentazione dei conti di martedì 19 il titolo si è mosso verso il massimo storico, raggiungendo 8,47 euro.

Ma le Poste di Del Fante puntano al primato anche in altri settori, con un focus su risparmio e prestiti oltre che sui pagamenti digitali e sulle assicurazioni. Le nuove normative europee «Mifid II e la Idd creano nuove opportunità per le Poste data la nostra reputazione di fornitori e di servizi», ha detto il ceo il 20 marzo presentato a Londra i risultati. Anche in questo caso le risorse che il gruppo è pronto a mettere al servizio della crescita sono rilevanti, con i dipendenti destinati a trasformarsi sempre di più in consulenti per offrire servizi ai clienti, anche al di fuori degli uffici postali.
L’obiettivo è far lievitare i relationship manager dagli 8 mila del 2018 a 9 mila quest’anno, e a crescere di più saranno proprio i consulenti che operano in mobilità, con nuovi strumenti digitali. I piani prevedono che dai 1.000 mobile relationship di fine 2018 si arrivi a 1.500 entro l’anno. Consulenti che dovranno far crescere masse e profittabilità nel settore finanziario visto che il piano prevede un aumento degli asset totali dai 514 miliardi di fine 2018 a 583 miliardi nel 2022 e un incremento delle commissioni per cliente da 235 euro di fine 2018 a oltre 250 euro. In questo caso la strategia di Poste Italiane è stata quella di diversificare l’offerta firmando accordi con altri partner, come quelli siglati con Unicredit e Intesa nel settore dei prestiti e dei mutui, comparto in cui il gruppo vuole accelerare, per raggiungere il 20% dei volumi del settore.
E poi c’è il risparmio postale, buoni e libretti che Poste distribuisce per conto di Cassa Depositi e Prestiti, che «resta il cuore della nostra offerta», e che lo scorso anno ha registrato un aumento delle commissioni del 17%, a 1.827 milioni. Non a caso nel 2018 la crescita più forte del risultato operativo è arrivata proprio dal settore dei servizi finanziari pari a 859 milioni (+33,1%). Le Poste non scherzano neppure nel settore dei pagamenti digitali, dove hanno numeri da record con 19 milioni di carte PostePay presenti a fine 2018, già oltre l’obiettivo del piano al 2022 che aveva fissato il traguardo a 18,3 milioni.
Nuove opportunità potranno arrivare da PostePay Connect che ha messo insieme pagamenti digitali e telefonia mobile oltre che da un’eventuale fusione tra Sia (di cui Poste ha il 15%) e Nexi, non esclusa dallo stesso Del Fante. Mentre si è aperto pure il cantieri nel ramo Rc Auto. Per ora si tratta solo di un progetto pilota ma come visto se Poste si muove fa subito rumore nel mercato. È stato così nel Vita dove il gruppo è riuscito a raggiungere la leadership nel giro di pochi anni ora sembra tocca al ramo Danni. (riproduzione riservata)

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