Se il fondo comunica

L’imminente invio da parte delle forme pensionistiche del rendiconto di fine anno, è l’occasione per fare il punto sulla propria pensione di scorta
di Carlo Giuro

Entro fine marzo le forme pensionistiche complementari devono inviare all’iscritto la comunicazione periodica annuale (in questo caso riferita al 2018) con le informazioni più importanti sull’investimento previdenziale (l’ammontare della posizione individuale, i contributi versati nel corso dell’anno, i rendimenti conseguiti e i costi effettivamente sostenuti). Il momento è sicuramente importante e rappresenta l’occasione per un pit stop nel proprio percorso di integrazione pensionistica. La partecipazione ai fondi pensione non si esaurisce infatti nella semplice adesione, sia pure consapevole, ma necessita anche di un comportamento attivo nel durante da parte dell’iscritto. Ma cosa è la comunicazione periodica? Si tratta di una sorta di estratto conto della posizione di previdenza complementare e si articola in tre sezioni. Nella prima vengono preliminarmente evidenziati i dati e le notizie riguardanti l’identificazione dell’aderente. Nella seconda sezione sono riportati, per l’anno di riferimento, il valore della posizione individuale maturata, il risultato netto di gestione e il ter (total expense ratio), un indicatore di costo particolarmente significativo, riguardanti la linea (o le linee) di investimento cui l’aderente partecipa.

C’è anche la sezione sulla posizione individuale maturata alla fine dell’anno di riferimento, con il dettaglio delle operazioni effettuate in corso d’anno. Sono presentate le informazioni relative alla linea di investimento scelta partendo dal rendimento conseguito, la spiegazione dell’andamento della gestione nell’anno, la serie dei rendimenti degli ultimi 3, 5 e 10 anni rapportati ai relativi benchmark o altri indicatori di riferimento. In allegato all’informativa annuale c’è poi in genere il modello da utilizzare per la comunicazione alla forma pensionistica dei contributi versati in eccedenza rispetto al limite di deducibilità annuo pari ai 5.164,57 euro. Va ancora ricordato come nel corredo informativo è compreso il documento denominato La mia pensione complementare (versione personalizzata), che contiene una simulazione della pensione integrativa calcolata in base ai dati anagrafici dell’iscritto, alla posizione maturata, alla dinamica retributiva, alla linea di investimento scelta e ad alcune ipotesi definite dalla Covip. L’informativa annuale consente di controllare tempo per tempo la regolarità dei versamenti effettuati e l’adeguatezza del percorso previdenziale scelto. Potrebbe infatti essere il caso di modificare alcune scelte compiute, ad esempio aumentando i contributi o cambiando la linea di investimento. La previdenza complementare può essere raffigurata infatti come un binario parallelo alla previdenza obbligatoria che scorre in sintonia con la vita lavorativa dell’aderente. (riproduzione riservata)

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