Salvavita da polso

Apple Watch può fare elettrocardiogramnmi e rilevare fibrillazioni atriali, Fitbit Versa segnala le apnee notturne. La medicina brinda ai big data raccolti
di Davide Fumagalli

La fibrillazione atriale, una patologia cardiaca che provoca un’aritmia, è purtroppo frequente nelle persone anziane (interessa l’8% di chi ha più di 65 anni e addirittura il 15% degli ottantenni), e aumenta in modo significativo la possibilità di essere colpiti da un ictus cerebrale, evento traumatico con gravissime conseguenze che ogni anno colpisce in Italia circa 150 mila persone. Sebbene raramente (0,1% della popolazione sotto i 55 anni), la fibrillazione atriale colpisce anche i giovani e nella forma più insidiosa, quella parossistica, è di non facile individuazione in quanto non è costante ma caratterizzata da episodi che si presentano e si risolvono spontaneamente in meno di una settimana.
Con l’ultimo aggiornamento rilasciato mercoledì 27 marzo, l’orologio intelligente Watch serie 4 di Apple può invece rilevare sintomi di fibrillazione atriale eseguendo in 30 secondi un elettrocardiogramma attendibile semplicemente appoggiando un dito alla corona. Apple Watch rileva inoltre automaticamente il ritmo cardiaco ogni due ore e, in caso di anomalie, lo registra per i due giorni successivi, oltre ad avvertire il proprietario. Le potenzialità di Apple Watch dimostrano quanto la tecnologia sia ormai pronta per entrare in modo massiccio nel settore della sanità, contribuendo non solo a salvare vite e abbattere le percentuali di patologie invalidanti come l’ictus, ma anche a ridurre i costi economici che la collettività deve sostenere. Un ictus, a parte l’impatto drammatico che ha sulla qualità della vita dei pazienti colpiti, ha un costo medio di circa 400 mila euro tra cure e terapie di riabilitazione.
Non stupisce, quindi, che in Paesi dove le assicurazioni mediche private hanno larga diffusione, come gli Stati Uniti, si stia iniziando a ragionare sull’adozione massiva di dispositivi indossabili, che hanno ormai costi decisamente abbordabili uniti a un’affidabilità clinica sempre più elevata. «Un elettrocardiogramma eseguito una volta l’anno non è sufficiente per diagnosticare la fibrillazione atriale», ha spiegato Stefano Carugo, professore ordinario di Cardiologia dell’Università Statale di Milano e direttore del dipartimento Cardio respiratorio e dell’unità operativa complessa di cardiologia dell’Ospedale San Paolo di Milano, «La patologia può inoltre essere curata, specie nei giovani, e se viene inoltre rilevata tempestivamente, entro 72 ore, è possibile riportare in ritmo il paziente senza prima doverlo sottoporre a una terapia farmacologica di un mese prima di poter intervenire. uno strumento come Apple Watch è prezioso perché consente a chiunque di raccogliere dati importanti nel momento stesso in cui avverte un disturbo, che devono naturalmente essere interpretate da un medico esperto».

Apple ha condotto uno studio approfondito con il Dipartimento di Medicina della Stanford University che ha visto la partecipazione di ben 400 mila partecipanti, che ha portato alla conclusione che la tecnologia indossabile è in grado di rilevare in modo attendibile irregolarità del battito cardiaco che le analisi svolte successivamente hanno confermato essere una manifestazione di fibrillazione atriale. Nel complesso, solo lo 0,5% dei partecipanti allo studio ha ricevuto notifiche di battito irregolare, scongiurando così il pericolo di potenziali eccessi di notifiche, mentre il confronto fra il rilevamento di battito irregolare mediante Apple Watch e i dati raccolti simultaneamente da un cerotto professionale per elettrocardiogrammi ha mostrato che l’algoritmo di rilevamento del battito ha un valore predittivo positivo del 71%. Nell’84% dei casi, si è poi scoperto che i partecipanti che hanno ricevuto notifiche di battito irregolare erano colpiti da fibrillazione atriale al momento della notifica. Da sottolineare che Apple Watch, pur essendo in questo momento lo strumento più completo per il monitoraggio dei parametri biometrici grazie al sensore ottico e a quello elettrico dedicati alle funzioni cardiache, non è in grado di rilevare infarti o altre patologie come l’insufficienza cardiaca congestizia, né misurare la pressione arteriosa.
Sempre più attiva nel settore del monitoraggio dei parametri biometrici anche Fitbit, i cui orologi intelligenti e braccialetti dispongono non solo di sensori sempre più precisi e sofisticati, ma anche di algoritmi capaci di analizzare i dati raccolti affinati proprio grazie alle moli incredibili di informazioni raccolte. Con 90 milioni di dispositivi intelligenti venduti e 26,7 milioni di utenti attivi, Fitbit ha infatti raccolto nel pieno rispetto della privacy dei propri clienti 181 miliardi di ore di frequenza cardiaca, che orologi come l’ultimo Fitbit Versa Lite registrano in tempo reale 24 ore su 24, 175 trillioni di passi, 9 miliardi di ore di sonno divise nelle diverse fasi (leggero, profondo, rem e momenti di veglia), 457 milioni di ore di allenamento sportivo 46 milioni di sintomi legati alla salute femminile nel periodo mestruale. Veri e propri big data che permettono di correlare tra loro l’attività fisica, l’attività cardiaca e il sonno con le condizioni di benessere, affinando così gli algoritmi predittivi.
Non a caso oltre al sensore ottico per rilevare la frequenza cardiaca tutti i nuovi dispositivi di Fitbit rilevano anche l’ossigenazione del sangue e sono così in grado di rilevare patologie diffuse quanto trascurate come le apnee notturne, che aumentano la possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari come aritmie, infarto miocardio, ipertensione arteriosa e ictus causate dai ripetuti fenomeni di ipossia che comportano. Grazie a queste caratteristiche il programma di ricerca All of Us, parte del National Institutes of Health (NIH) statunitense, ha lanciato il progetto Fitbit Bring-Your-Own-Device. Oltre a fornire informazioni sanitarie attraverso sondaggi, cartelle cliniche elettroniche e campioni biologici, i partecipanti possono scegliere di condividere i dati dai loro account Fitbit per aiutare i ricercatori a fare scoperte utili in campo medico facendo leva su basi dati ben più ampie e dettagliate dei classici progetti. A oggi, per esmpio, questo programma ha raccolto i dati medidici di oltre 110 mila persone con costi sostenibili. (riproduzione riservata)

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